Trasloco linea da una casa all’altra? È un’impresa

TRASLOCO LINEA

Caro Salvagente, è da fine maggio 2020 che sto cercando di traslocare la mia linea TIM (fisso con fibra) dalla mia vecchia abitazione alla mia nuova in un parco di nuova costruzione.
Decine di telefonate al 187 non hanno sbloccato la situazione. Sono anche stati fatti dei lavori a livello di sede stradale per permettere questo trasloco. Nessuno sa dirmi perché non posso avere la mia linea (di cui pago regolarmente il canone). Mi andrebbe anche bene che mi dicessero: “non è possibile”, cercherei soluzioni tecniche alternative.
Nel frattempo, esasperato da questo immobilismo, ho mandato tramite PEC richiesta di recesso e di essere rimborsato per i canoni pagati per un servizio di cui non usufruisco.
Ho chiesto anche indennizzo che mi spetterebbe come riportato nella Carta dei Servizi di TIM al punto 3.2.

Ovviamente non rispondono. Come posso risolvere?

Sergio Gandrus

Caro Sergio, abbiamo girato le sue domande a Valentina Masciari, responsabile utenze dell’associazione Konsumer Italia. Ecco cosa ci ha risposto.

Credo che il problema sia una comunicazione poco chiara tra cliente e gestore, perché in questa ipotesi di trasloco, ci sono degli aspetti specifici da tenere in considerazione.

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Partiamo dal presupposto che il signor Sergio, ha richiesto, a fine maggio 2020, il trasloco della sua linea telefonica; nel momento in cui si richiede una prestazione di questo tipo, è necessario verificare che sul nuovo indirizzo sia presente la tecnologia richiesta dal cliente, Fibra o ADSL.

Buona norma vuole, che l’esito della verifica sia comunicato tempestivamente al cliente, in modo che sappia se continuerà ad avere la stessa offerta o se sarà necessario fare una variazione e quindi possa decidere se accettare o meno la cosa.

In effetti, nella comunicazione che il signor Sergio riceve da Tim, datata 09 giugno 2020, il gestore scrive che il nuovo indirizzo non è coperto dal  servizio Fibra ma solo dal servizio ADSL.

Considerando che si tratta di una nuova costruzione, viene anche indicato che sarà necessario fare contestualmente al trasloco, un sopralluogo per la verifica dell’impianto interno ed esterno, e avere la documentazione da parte del costruttore dell’immobile, che attesti la predisposizione per il passaggio dei cavi dalla centralina all’abitazione e se tale predisposizione non fosse stata fatta, i lavori per eseguirla, saranno a carico dell’utente finale.

Considerando questa comunicazione, il signor Sergio, avrebbe dovuto fornire a Tim le informazioni richieste per quanto riguarda gli aspetti tecnici della predisposizione dell’impianto che rientra nella proprietà privata, e comunicare anche se intendeva proseguire con un’attivazione in tecnologia ADSL.

Questo passaggio non è stato fatto, ma in effetti la comunicazione di Tim c’era.

Alla luce di ciò, comunque, anche se si è fatta richiesta di cessazione, dubito che verranno riconosciuti degli indennizzi o predisposti dei rimborsi, in quanto senza l’accettazione da parte del signor Sergio della nuova formulazione commerciale e senza soprattutto la comunicazione dello stato delle predisposizioni nello stabile, Tim non avrebbe potuto procedere con il trasloco