Aumento di potenza elettrica: se Eni fa orecchie da mercante

AUMENTO DI POTENZA

Caro Salvagente, ero cliente Eni per la luce, ad agosto 2020 avevo chiesto l’aumento di potenza a 4,5 kw e mi avevano detto che lo avrei avuto entro una settimana. A ottobre 2020 chiamo il servizio clienti per una verifica e scopro che l’aumento non era stato effettuato perché per un problema dei loro sistemi la richiesta non era andata a buon fine. L’operatrice mi dice che procede immediatamente a inserire una nuova richiesta e io le dico che quel punto preferisco lasciar perdere e pensarci semmai l’estate seguente. Mi dice che ormai ha inviato la richiesta ma che procede ad annullarla.  Mi ha assicurato che non avrei pagato e ho anche contattato più volte il servizio clienti nei giorni successivi sia via chat che al telefono per accertarmene e per sapere se avrei dovuto fare qualcosa e tutti mi hanno risposto di stare tranquilla, che non avrei pagato e che non dovevo fare niente.

Mi hanno anche fornito il numero della pratica di richiesta annullamento come garanzia. Ora nell’ultima bolletta (di chiusura) mi sono lo stesso stati addebitati i 129 euro dell’aumento di potenza. Alla mia richiesta di chiarimenti mi hanno detto che purtroppo l’aumento lo fa e-distribuzione, non loro, e che ormai la mia richiesta era stata inviata dall’operatrice e quindi presa in carico.

La settimana scorsa ho anche  contattato e-distribuzione per sapere se ad ottobre avessero ricevuto richiesta di annullamento e mi hanno detto che non gli è mai stata comunicata una richiesta di annullamento da parte di Eni.
Posso pagare, nella bolletta di chiusura, solo la quota relativa all’energia consumata e non i 129 euro di questo aumento potenza?

Claudia Bettoli

 

Cara Claudia, abbiamo girato la sua lettera a Valentina Masciari, responsabile utenze dell’associazione di consumatori Konsumer Italia. Ecco le sue indicazioni.

La regola generale per questo tipo di variazioni, è che la richiesta va fatta al proprio fornitore, in tal caso Eni, il quale entro due giorni lavorativi comunica al distributore locale, che si occuperà concretamente dell’aumento di potenza del contatore, la necessità del cliente.

Le tempistiche  possono subire lungaggini nel caso di lavori più complessi che richiedono anche la presentazione di appositi preventivi ma, non mi sembra l’ipotesi della signora Claudia e comunque, nella normalità dei casi, il distributore locale è tenuto ad aumentare la potenza entro cinque giorni lavorativi dalla data in cui ha ricevuto dal fornitore la richiesta del cliente.

Ci sono poi dei costi da sostenere, che consistono in un contributo fisso per costi amministrativi, destinato al distributore e pari a circa 26 euro. Per le utenza domestiche questo contributo è stato azzerato dall’Autorità fino al 31/12/2023. Si ha poi un contributo quota potenza, che si paga per ogni kW aggiuntivo, è che è stato ridotto dall’Autorità a € 55,66, sempre per le utenze domestiche, fino ad un livello di potenza pari a 6 kW. La riduzione, di costo è valida comunque fino al 31/12/2023.

Infine, con l’aumento di potenza, aumenterà anche il deposito cauzionale.

Queste le regole generali.

Nel caso esposto dalla signora, è quindi evidente che non sono stati rispettati tutti i passaggi: la richiesta è stata fatta ad agosto ma ad ottobre, nessuna modifica risultava eseguita e nessuno informava la signora dei problemi che erano sorti, a loro dire, sui sistemi. La lettrice allora, giustamente, annulla la richiesta che a questo punto, invece va avanti… Comunque, mi sembra corretto che la signora faccia una contestazione formale della fattura che ha ricevuto, spiegando quello che è successo, allegando anche il numero di pratica della richiesta di annullamento, e richiedendo chiarimenti sulla situazione anomala che si è creata, perché obiettivamente non credo che la responsabilità di quanto successo possa essere imputata alla signora e di conseguenza il fornitore, dovrebbe fare verifiche più approfondite su tutto l’andamento di questa pratica e trovare al proprio interno, le responsabilità di questo disguido.

La contestazione, sospenderà il pagamento della fattura  fino alla necessaria definizione del caso.

Dopo la pubblicazione del nostro articolo Eni è intervenuta inviandoci una nota che pubblichiamo integralmente, ringraziando la società dell’attenzione.

Eni gas e luce si scusa con la signora per il disguido occorso nella gestione della sua richiesta di aumento della potenza elettrica dichiarando piena disponibilità per la risoluzione della pratica senza l’addebito dei costi della prestazione