Servizi a sovrapprezzo truffaldini, sequestro di 21 milioni di euro a Wind

Il gip Stefania Nobile ha ordinato, su richiesta della Procura di Milano per l’ipotesi di reato di “frode informatica“, il sequestro preventivo a Wind di ben 21,2 milioni di euro, pari alla “percentuale incamerata da Wind per i servizi (a sovrapprezzo, ndr) attivati pacificamente con modalità fraudolente” fino al novembre 2018 dalle società produttrici di contenuti Brightmobi e Yoom per il tramite della piattaforma tecnologica Pure Bros. Lo scrive il Corriere della Sera che precisa che “ventuno milioni che diventano in totale 38 milioni se si sommano gli altri precedenti sequestri a carico dei già coinvolti fornitori di servizi”.

L’inchiesta condotta dal pm Francesco Cajani e dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco in collaborazione con la guardia di finanza, vede tra le “vittime” anche il procuratore capo di Milano Francesco Greco che, come raccontò in una conferenza stampa, mentre era in vacanza con la famiglia si è accorto di pagare fino a 20 euro a bimestre per contenuti e abbonamenti non richiesti.

Le indagini vanno avanti e dovranno far luce sulle eventuali responsabilità dell’operatore di telefonia (tre ex manager sono indagati). Tuttavia, come riporta il Corsera, dopo l’intervento della procura milanese, le attivazioni di questi servizi truffaldini sono crollate da “30/40.000 al giorno” a “una media di 100 al giorno“.