Acqua minerale: il sodio, la “plin plin” e altri miti da sfatare

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In edicola il numero di agosto con 25 marche di acque minerali effervescenti e frizzanti in laboratorio alla ricerca di metalli pesanti, pesticidi e nitrati. Per leggere i risultati, compra qui il numero

Sodio, Ph, calcio, anidride carbonica.  Sono tante le caratteristiche esposte nelle etichette di un’acqua minerale, e molte di queste, come il sodio, appunto, vengono presentate come determinanti per l’acquisto. Proprio per aiutare il consumatore a districarsi nell’acquisto, il Salvagente ha mandato in laboratorio 25 marche di acque minerali con le bollicine, alla ricerca di pesticidi, metalli pesanti e nitrati. I risultati sono nel numero in edicola o acquistabile online. Per quanto riguarda invece il marketing furbo, per fare chiarezza abbiano girato le nostre perplessità, le stesse di molti consumatori, a Laura Di Renzo professoressa di Nutrizione clinica all’Università di Roma Tor Vergata.

Professoressa Di Renzo, partiamo dal sodio: molti marchi puntano sul fatto che “meno c’è n’è, meglio è”. È davvero così?
È ridicolo. In un litro d’acqua, quanto sodio ci può stare? La quantità all’interno non sposta quasi nulla. Noi possiamo consumare, se siamo sani, 5 grammi di cloruro di sodio al giorno. Se abbiamo patologie come ipertensione, 2 grammi al giorno. In un litro d’acqua ci sono milligrammi, è ininfluente. Non è che quella quantità di sodio che ti bevi con l’acqua ti aumenta o ti diminuisce la pressione. Va calcolata in una dieta complessiva. Se noi pensiamo che l’acqua a basso contenuto di sodio aumenta la diuresi, è essenzialmente una sciocchezza.

Ma dunque le pubblicità che ti garantiscono che  l’acqua con poco sodio ti fa fare più pipì…
Te la fa fare perché è acqua.

L’acqua con più anidride carbonica fa più male?
Quando bevi l’acqua gassata, l’eccedenza di anidride carbonica la perdi. La sensazione di gonfiore ce l’hai perché ingerisci liquido, l’anidride viene tamponata dal Ph dello stomaco. Più o meno, l’anidride è solo una questione di gusto.

Altra convinzione diffusa: meno residuo fisso c’è meglio è.
Il residuo indica la quantità di minerali. Se sei un bambino che deve crescere, una donna in pre-menopausa, o un anziano, è meglio che beva un’acqua riccamente mineralizzata, perché aiuta a dare quella quota di minerali come il calcio, che concorre alla mineralizzazione ossea. In generale, questo tipo di acqua è migliore se vuoi occuparti della tua salute ossea.

L’apporto è così determinante per la nostra salute?
Noi drammaticamente non usiamo l’acqua come fonte di sali minerali. Se abbiamo fatto sport e abbiamo sudato è meglio bere un’acqua riccamente mineralizzata, tant’è che poi ricorriamo agli integratori. 

L’acqua ricca di calcio fa venire i calcoli a reni?
Anche sul discorso renale e l’apporto del calcio, c’è da discutere. Non siamo uno scaldabagno. La precipitazione del calcio dipenderà dalla capacità funzionale renale. Se un rene funziona non ti vengono i calcoli. A parte che per le specifiche patologie, per un consumatore sano non ci sono problemi. 

Il Ph ideale di un’acqua minerale?
Il Ph dell’acqua è indicatore di contaminazione batterica dell’acqua. L’acqua sta intorno a un Ph neutro, tra 6,5 e 7,5. Possiamo trovare in commercio delle acque più alcaline, verso 7-8. Sia che sia basso che sia alto il Ph è un indicatore di contaminazione batterica e quindi di qualità, ma un’acqua con Ph 5 non ti fa male di certo.