Pannolini per bambini, formaldeide “dura a morire”

Il monitoraggio avviato nel 2019 dal Direzione francese per la repressione delle frodi sui pannolini per bambini è alle fasi conclusive. In generale – osserva la Direzione – il mercato ha fatto grandi passi in avanti ma c’è ancora qualche margine di miglioramento per quanto riguarda la contaminazione da formaldeide che è presente in 24 delle 32 referenze campionate e analizzate dall’ufficio.

A gennaio del 2019 un primo report della Direzione mostrava Secondo che diverse sostanze indesiderate a contatto con i glutei dei neonati superano le soglie di sicurezza. Tra le sostanze coinvolte, alcune sono aggiunte dai produttori, come le sostanze profumate Lilial, Lyral, che l’Agenzia esorta a sopprimere. Ma le più numerose non sono aggiunte intenzionalmente. Queste sono: diossine, furani, alcuni Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), e alcuni Pcb (policlorobifenili). Queste sostanze possono comparire durante il processo di produzione (riscaldamento, candeggio) o provenire da materie prime contaminate. Pertanto, l’agenzia francese invita i produttori  a “controllare meglio l’origine delle materie prime […] e migliorare i processi di produzione”.

Quella richiesta non è passata inosservata e il nuovo rapporto dimostra che non sono stati trovati allergeni o residui di pesticidi. Sono state inoltre osservate diminuzioni della contaminazione con diossine e furani, PCB-DL (composti del cloro) e HAP3. A questo link è possibile visualizzare la situazione per tutte le marche testate mentre nell’infografica di seguito sono sintetizzati i risultati per i pannolini in vendita anche nel nostro paese.