I pro e i contro del piano a induzione in cucina

Non tutti sanno che quando si entra nella cucina di casa, si varca la soglia dell’ambiente casalingo che più si è innovato negli ultimi anni e dove la tecnologia ha introdotto microonde, forni a vapore, abbattitori, robot multiuso, piani a induzione e non ultimo, l’elettromagnetismo.

In altre parole, un nostro bisavolo che avesse visitato una casa del futuro, avrebbe riferito al suo ritorno della trasformazione di un paiolo, un camino, un forno e poco più in qualcosa di molto simile a una sala comandi con pulsanti, programmi, allarmi, domotica etc. Se poi avesse voluto stupire i suoi coevi avrebbe raccontato di cucine senza fiamme e senza calore ma dove il cibo cuoceva perfettamente e sprecando meno tempo e avrebbe chiamato tutto questo piano ad induzione. 

Il piano ad induzione va ancora sviluppato e poi fa consumare troppa energia elettrica

FALSO Il piano ad induzione è molto utilizzato in altri paesi mentre l’Italia, più conservativa, ha solo da poco introdotto questo tipo di cottura che oramai è ben collaudata sia per gli aspetti energetici, di sicurezza che di utilizzo. L’evoluzione tecnica ha ridotto di molto il consumo di energia elettrica senza penalizzare i tempi di cottura. I nuovi piani assorbono molto meno di quanto si pensi senza dovere sobbarcarsi l’obbligo e i costi per aumentare la potenza in Kw del contatore di casa portandola ben oltre i classici 3 Kw. Il loro funzionamento è molto simile al microonde per cui in ambedue i casi elettronicamente il sistema lavora sempre alla massima potenza ma con un continuo controllo di accensione e spegnimento che risulta essere invisibile ai nostri sensi così da apparire continua e costante. Il principio ricorda la trasformazione dalla fotografia al film, una pellicola cinematografica è la risultanza di tante foto proiettate in una veloce sequenza che ai nostri occhi rendono un movimento che non in realtà esiste e ogni fotogramma rappresenta una frazione di tempo. Con questo sistema il piano ad induzione risulta veloce, sicuro, e non ha consumi energetici allarmanti. La resa di trasformazione dell’energia è pari al 90%, in pratica quasi tutto ciò che paghiamo in bolletta per il piano ad induzione è servito a cucinare, nel caso del gas la resa è circa il 50% e il restante 50% dell’energia si disperderà a riscaldare il nostro cuore di cuoco, ma anche a raggelare le nostre tasche come consumatore.

Ho in casa un piano ad induzione e vedo molti vantaggi nel suo uso quotidiano

VERO Il primo vero “atout” del piano a induzione è la mancanza di fiamme libere, ovvero nessun rischio, non ci sono possibili fughe di gas, si può cucinare in ambienti anche non areati, inoltre è veloce come metodo di riscaldamento. A questi vantaggi va aggiunto che non si riscalda il piano, come le griglie di una cucina normale, ma si riscalda solo la pentola che è indotta a farlo dal piano, questo significa non scottarsi accidentalmente e non carbonizzare nulla sul piano di cottura che resta assolutamente freddo rendendolo facile da pulire in poco tempo con minore spreco di acqua, di detersivi e di agenti aggressivi necessari per scrostare grassi carbonizzati o sughi con strane colorazioni post-bruciatura. Non si corre mai il rischio di lasciare accesi inavvertitamente i fornelli perché una volta tolta la pentola il piano cessa di funzionare per la mancanza di qualcosa da indurre a riscaldarsi. Si possono riscaldare anche recipienti di design che, belli da vedere, sono poco stabili sulle griglie convenzionali mentre non barcollano sul piano ad induzione. Infine, diversamente dal microonde, che necessita una conoscenza di tempi e di modi per cucinare e riprodurre al meglio quanto già sappiamo, il piano ad induzione non modifica di molto le nostre eccelse o limitate capacità culinarie. Non ci permetterà di trasformarci in cuochi stellati, ma di gestire tempo e risorse meglio e se conosciamo le tecniche di cottura queste rimarranno utilizzabili senza alcun problema.

Mi hanno regalato un piano ad induzione ma nessuno ha pensato che ora devo cambiare a mie spese tutte le pentole di casa

FALSO Prima di lamentarsi, un regalo è sempre un regalo, occorre fare una breve ricognizione delle pentole che già possediamo perché di certo molte saranno ancora nostre compagne nelle cene e nei pranzi che prepareremo per gli amici e noi stessi. Per i prossimi acquisti sarà meglio badare alla presenza del logo del solenoide “induction” che ci rassicura sulla conformità del pentolame scelto. Qualche aiuto però si può dare anche sul già posseduto, ad esempio tutto ciò che è ceramica, rame, alluminio, vetro non è adatto per il piano ad induzione: il riscaldamento elettromagnetico necessita del materiale ferroso per cui ghisa, acciaio e ferro smaltato sono idonei ed ancora meglio se sono con un fondo ben piatto. Le padelle soprattutto sono a rischio ma tutto ciò che ha un fondo non perfettamente piatto, non permette un riscaldamento omogeneo e funzionale. Una minore superficie di contatto riduce molto l’efficienza dell’induzione elettromagnetica. La prova calamita è risolutiva, se si attacca bene e saldamente si possono usare, al contrario manca un requisito essenziale per l’uso ad induzione. L’uso di adattatori per continuare ad usare ad esempio padelle in alluminio ci farà perdere efficienza energetica perché riscalderemo l’adattatore ferroso che a sua volta riscalderà, come accadeva con una vecchia piastra elettrica, la padella in alluminio. Saranno da mettere in conto sia degli sprechi energetici che la perdita di alcuni dei vantaggi dell’induzione.

Non si sono effettivi svantaggi nell’uso del piano ad induzione

FALSO Qualche svantaggio esiste, non c’è medaglia senza risvolto, per cui se manca la corrente allora si prospetta una splendida cena… fredda. Il piano ad induzione ha bisogno di energia elettrica per funzionare. Per chi ama la radio in cucina, si potrebbero avere delle interferenze che ne distorcono il segnale, ben poco danno perché basta spostare la radio e si recupera la ricezione. Il problema interferenze assume un valore diverso per chi ha un pacemaker o degli apparecchi elettromedicali per infondere farmaci come nel caso dei diabetici. In questo caso sarebbe bene evitare di stare troppo vicini al piano quando è in funzione. Le interferenze potrebbero involontariamente provocare dei malfunzionamenti più o meno rischiosi. Tutto il processo di “rimestolamento”, quello che ci fa sentire come Amelia la strega del Vesuvio di Disney, sarebbe bene farlo con utensili non metallici, ma in legno, silicone etc. Questo perché utensili metallici porterebbero a catturare delle correnti elettromagnetiche che sarebbero poi trasferite al braccio del cuoco dando di nuovo rischi per i dispositivi come pacemaker etc. Infine, è opportuno aggiungere a monte del piano un interruttore magneto-termico che limita automaticamente i consumi della fase di stand-by che il forno può avere e che possono incidere sui suoi costi di gestione e sulla nostra tasca. Nessun problema è collegato ai campi elettromagnetici perché il piano a induzione emette un campo a bassissima potenza. Per concludere, gli svantaggi sono chiari ma ricordiamoci che come ogni altro elettrodomestico se usato contemporaneamente il piano ad induzione con lavastoviglie, forni, lavatrici, condizionatori, etc. fa scattare un picco di potenza che supera il nostro massimo consentito specie negli impianti di vecchia generazione. Inoltre, se la nostra casa è immersa in una nube elettromagnetica per i server accesi, le connessioni varie, etc. anche il piano ad induzione si sommerà, sia pure dando poco, al totale del campo a cui siamo esposti.

Il piano ad induzione velocizza molto i tempi di cottura e non cambia il gusto dei nostri piatti

VERO La cucina a induzione è meravigliosamente rapida, infatti se pensiamo che l’acqua solitamente bolle in almeno 8-10 minuti, sul un piano a induzione ne richiede solo 3 perché non abbiamo disperso energia termica nell’ambiente. La cottura avviene sempre nello stesso modo, al contrario nel caso del microonde si aveva un trasferimento dell’energia dall’interno all’esterno, per cui cambiavano i tempi di cottura ma anche alcuni effetti come la doratura venivano meno. Dovremmo solo abituarci a essere più attenti all’inizio per imparare i tempi di preriscaldamento, ma uno stracotto sarà sempre cotto alla stessa maniera e alla stessa temperatura. Come già detto chi non nasce cuoco non può essere “indotto” a diventarlo perché usa il piano ad induzione; avrà solo più tentativi a disposizione nello stesso lasso di tempo.