Buongiorno, siamo di Vodafone. Le annunciamo un aumento, vuole cambiare operatore?

Caro Salvagente, sono qui per raccontare la mia storia che, per quanto ho già letto in giro , sarà simile a tante altre
A fine febbraio inizio marzo del 2019 passo dopo tantissimi anni da Tim a Vodafone attraverso la pagina web in quanto permetteva un prezzo di 30,80 euro al mese. Dopo aver inserito l’addebito della fattura bimestrale direttamente in banca, smetto di controllare la veriticità degli addebiti dopo 4 mesi dal contratto visto che tutto si svolgeva correttamente. A fine gennaio, inizio febbraio faccio un controllo e vedo che la fattura era passata da 30,80 a 33,80 e quindi chiamo l’assistenza che mi dice che l’aumento era di giugno e che in fattura era stato segnalato. Io gli spiego che non avevo più controllato le fatture e che comunque un aumento di 3 euro dopo solo 6 mesi mi sembrava esagerato. Lei mi risponde che mi avrebbe fatto richiamare da qualcuno della amministrazione con la quale avrei potuto valutare il da farsi. Dopo un paio di settimane di silenzio da parte loro mi reco in un negozio vodafone dove il titolare, attraverso il numero della linea fissa, mi dice che in effetti risultava che dovevo essere contattato . In effetti, dopo pochi giorni, vengo contattato dallo 0698815935 dove chi parla dice che è una operatrice della Vodafone e mi risponde che in effetti avevano ricevuto una multa proprio per la scarsa chiarezza nelle comunicazioni e che nel giro dei prossimi mesi avrei avuto un ulteriore aumento di 6 euro ma che Vodafone, per questo, metteva a disposizione la carta del cliente che permetteva di passare ad altro operatore senza penali. A quel punto mi passa il servizio carta del cliente dove mi si dice che nella mia zona il più conveniente a parità di servizi è Fastweb. Io gli rispondo che voglio pensarci e valutare ma lui mi dice che lo dovevo fare subito altrimenti avrei perso la possibilità di non pagare penali e alla mia domanda “non pago penali” lui ribadisce e mi passa uno di Fastweb il quale mi fa stipulare il contratto e nel giro di due settimane passo effettivamente a Fastweb. Negli stessi giorni mi giunge la fattura di Vodafone all’indirizzo mail con importo di 323,30. L’operatrice Vodafone dice di non saperne nulla, che loro non erano stati e che quindi ero stato truffato. A me è restato un dubbio, chi aveva informata questa falsa operatrice sulla mia condizione? Ovviamente anche Fastweb dice di non saperne nulla. Il numero della famosa telefonata risulta ovviamente disattivato.
Alberto
Quella del servizio “carta del cliente” (a volte chiamato autorità per il consumatore o addirittura associazioni del consumatore), caro Alberto, è una delle truffe più classiche di chi vende contratti di telefonia. Una truffa subdola sulla quale dovrebbero essere le compagnie che quei contratti li “incassano” a prendere provvedimenti. Di certo – lo ripetiamo per tutti i lettori – nessun operatore consiglierà mai di passare a un’altra compagnia. Se sentite qualcosa di simile non dubitate, è una truffa.
Detto questo sentiamo cosa ci ha detto Valentina Masciari, responsabile utenze di Konsumer Italia.

Questo è un modo di agire da parte di alcuni soggetti, che continua a ripresentarsi variando solo i nomi delle società coinvolte: una volta è Tim, una  è Vodafone, una è Fastweb, e così via.

Nel caso specifico, la prima parte del quesito esposto dal sig. Alberto, rientra in una sorta di “regolarità”, fino alla parte della variazione dei costi in fattura, nel senso che è un tipico ed ennesimo caso di modifiche unilaterali del contratto. Tali modifiche sono ammesse ma purtroppo, il sig. Alberto non si è accorto che c’era stata la comunicazione preventiva da parte del gestore e quindi non ha potuto esercitare il suo giusto diritto di recesso nei tempi previsti.

A parte il rispetto della procedura prevista per questi casi, è però evidente che i gestori stanno facendo da tempo un abuso di tale strumento, in quanto, come dice il lettore, anche solo  dopo pochissimi mesi dalla sottoscrizione del contratto che prevedeva delle condizioni più vantaggiose rispetto ad offerte di altri gestori, vengono modificate le condizioni contrattuali e il quindi il vantaggio che inizialmente ci ha convinti a sottoscrivere quel contratto, viene vanificato…

Altro aspetto, legato a questo fenomeno, è la modalità di comunicazione della variazione unilaterale: è evidente che se questa viene inserita nella stessa fattura di periodo, in genere in ultima pagina, ci sono buone probabilità che il cliente non la legga e quindi non si renda conto di cosa stia succedendo. Questo, ha come conseguenza la mancata attuazione del diritto di recesso entro i 30 giorni dalla comunicazione: è evidente che in tal modo viene lesa la libertà di scelta del cliente.

Sarebbe molto più trasparente e rispettoso del consumatore, fare comunicazioni di questa natura, con mezzi diversi dalla fattura di periodo: pec, mail, missive dedicate. C’è una evidente lacuna su questo aspetto, che crea spazi per comportamenti discutibili dei gestori telefonici.

Relativamente invece al contatto che il sig. Alberto riceve dal presunto operatore di Vodafone, qui siamo in presenza di un raggiro che, come dicevo, continua a verificarsi da diverso tempo.

Qui non sono direttamente i gestori ma, dei call center esterni che si occupano di vendere contratti telefonici per uno o anche più gestori, i quali, non si sa bene come, hanno i dati dei clienti di altri fornitori; li contattano annunciando presunti aumenti e poi fanno contattare il mal capitato, dai loro “ compari”, che si spacciano per una pseudo Tutela del Consumatore o cose simili.

Alla fine di tutto questo teatrino, come per il sig. Alberto, propongono un contratto vantaggioso con l’operatore di turno: qui è Fastweb, ma potrebbe essere anche Tim o Vodafone. Se questo è il meccanismo, è chiaro che il gestore uscente, Vodafone nello specifico, non ne sa nulla ed emette una fattura di chiusura con gli addebiti previsti, per quel singolo abbonamento che è stato cessato prima della scadenza del termine. Anche Fastweb, in effetti non ne sa nulla, perché attiva un nuovo cliente senza sapere delle strane comunicazioni che si celano dietro a quella determinata richiesta. L’unica vittima di tutta questa giostra, è il consumatore, che si trova a dover pagare costi che non può neanche contestare.

Ora, se il caso fosse isolato, potrebbe anche essere archiviato fra le statistiche di vendite scorrette ma, essendo il fenomeno molto diffuso, ritengo che i gestori dovrebbero attuare un controllo maggiore sulle società che si occupano di vendita dei loro contratti.

Purtroppo, però, ai gestori piace fare numeri a prescindere, senza verificare se poi i contratti sono regolari o meno e quindi, a mio parere, chiudono un occhio su queste pratiche “poco trasparenti”, che è impossibile non conoscano; questo vale sia per il gestore che perde il cliente, sia per quello che lo acquisisce, perché a turno si alternano nelle due diverse posizioni.

Altro aspetto inquietante, è legato ai dati dei clienti che passano di mano in mano senza particolari problemi, nonostante le nuove regole in vigore sulla privacy: può darsi che ci siano call center che hanno commesse da più fornitori e spostano i clienti da una parte all’altra, avendo i dati a disposizione, può darsi che qualcuno venda delle liste di un gestore, o ancora chissà quali altri spostamenti di dati ci possono essere…

Nel caso di cui ci stiamo occupando, credo che tutto parta dal negozio Vodafone, che ha passato il contatto a qualche suo “amico”, per poi dividersi le provvigioni del nuovo contratto.