Diventa reato vendere falso extravergine: sanzioni per chi imbottiglia e Gdo

olio extravergine

Vendere un olio come extravergine quando risulterà un semplice vergine alla prova organolettica come anche mettere in commercio un olio deodorato diventeranno degli illeciti agroalimentari specifici. Le novità contro la contraffazione e a tutela dei consumatori sono contenute nell’articolo 12 del disegno di legge sui reati agroalimentari che martedì il governo porterà in Consiglio dei minsitri e poi approderà in Parlamento. Si tratta di un appuntamento atteso da anni e la proposta di legge che, più in generale, inserirà nel codice penale nuove fattispecie di reato, come quello di “Agromafia“, è frutto della commissione di lavoro Caselli, presieduta dal procuratore antimafia negli anni scorsi.

L’Abbate: “Quadro sanzionatorio aggiornato”

Nell’articolato vengono inserite le norme di “revisione del quadro sanzionatorio sulla contraffazione nel comparto dell’olio d’oliva” presentate in passato dall’attuale sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe L’Abbate: “L’articolo 12 del ddl – spiega al Salvagente – ripercorre una mia proposta di legge depositata in Commissione Agricoltura alla Camera che di fatto crea un Testo unico delle sanzioni sull’olio di oliva. La normativa italiana, la 1407 del 1960, non ha seguito l’evoluzione del quadro sanzionatorio modificato dai vari regolamenti europei per cui spesso quando l’Ispettorato repressioni e frodi fa i controlli e trova che un’extravergine risulta al panel test un semplice vergine non ha gli strumenti sanzionatori per reprimere l’illecito, proprio perché non previsto dalla normativa attuale”. Con la proposta del governo si supera questo vuoto sanzionatorio. “Se verrà provato l’illecito – prosegue il sottosegretario – verrà sanzionato sia l’imbottigliatore sià il venditore, come ad esempio la Gdo“.

L’olio deodorato diventa sanzionabile

Con le nuove norme si sanziona anche il cosiddetto olio deodorato venduto come olio extravergine di oliva, e conforme a tale categoria a livello di requisiti intrinseci, “ma ottenuto in maniera illecita con l’ausilio di un processo di deodorazione che invece caratterizza l’ottenimento degli olii raffinati e non degli olii vergini di oliva”. Spiega ancora il sottosegretario L’Abbate: “L’olio deodorato può rispettare i requisiti merceologici dell’extravergine e per questo oggi risulta difficile provare la frode. Con le nuove norme si introduce anche la fattispecie del rispetto dei requisiti produttivi per cui un olio di oliva extravergine non può subire trattamenti di deodorificazione o chimici ma solo di spremitura: qualora si scopre l’illecito scatta la sanzione”.