Tim, dal 27 febbraio alcuni piani tariffari passano da gratis a 1,99 euro al mese (ecco quali)

Dopo le multe su costi nascosti e poca trasparenza, Tim annuncia una novità tutt’altro che piacevole per i propri clienti del mobile: una nuova rimodulazione delle tariffe, ovviamente verso l’alto. A essere interessati alcuni piani base a consumo, che avranno un nuovo costo mensile di 1,99 euro solo se non ci sono offerte attive.

La novità

“Per continuare a investire sulla qualità della rete, – scrive l’operatore sul suo sito -Tim adegua le condizioni economiche di alcuni piani base, non più in commercializzazione, che a partire dal 27 Febbraio 2020 avranno un costo mensile di 1,99€ (IVA inclusa)”. La variazione riguarda solo i piani basi a cui non è associata una tariffa con minuti o giga attiva sulla linea del cliente. Sono le tariffe a consumo, spesso più economiche, e con questa mossa Tim cerca di spostare i clienti verso offerte più remunerative per le casse dell’operatore, tanto da proporre apposta per loro “offerte particolarmente vantaggiose per avere minuti e giga con la qualità della rete TIM, senza dover sostenere il costo del piano base”.

Come verrà comunicato ai clienti

Per scoprire le offerte riservate, il Cliente può chiamare il numero gratuito 409168 oppure visitare la sezione “Offerte per te” su MyTIM. Tim promette che questa volta la comunicazione sarà davvero trasparente e elenca le modalità con cui sta comunicando la novità ai propri clienti: Sms con invii effettuati a partire dal 27 gennaio 2020; il numero verde 409168; via web con un’informativa pubblicata nella pagina “Per i Consumatori – comunicazioni importanti”, cliccando nella sezione mobile “News e Modifiche contrattuali”; al Servizio Clienti 119. 

I piani tariffari base, un vecchio costo nascosto

I piani tariffari base di Tim e dei maggiori concorrenti, erano stati fino a qualche anno fa, tra i più odiosi costi nascosti. Gli operatori, infatti, attivavano piani a pagamento all’insaputa dei clienti, pur in presenza di analoghi piani gratuiti. Dunque è sicuramente un passo avanti il fatto che Tim spieghi esplicitamente che solo per alcune tariffe il piano diventa a pagamento sempre, e spieghi altrettanto che i fondi servono a investire in infrastrutture. È un modo di trattare il cliente come una persona adulta e non come un bambino. Tutto questo però ha senso se la comunicazione sarà veramente trasparente e tempestiva.

Il diritto di recesso

Trattandosi di una modifica unilaterale del contratto, il cliente può esercitare il diritto di recesso: ha la possibilità, entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, di rescindere il contratto senza pagare penali. Per esercitare il diritto di recesso cessando la linea mobile, il Cliente può compilare direttamente on line il “Modulo di richiesta cessazione ed autocertificazione di possesso linea”. In alternativa, è possibile scaricare, stampare e compilare lo stesso modulo, ed inviarloall’indirizzo indicato nello stesso o tramite PEC all’indirizzo [email protected], allegando copia della documentazione richiesta, oppure recarsi presso i Negozi TIM (per trovare il Negozio TIM più vicino a te, vai su tim.it/negozi-tim) o chiamando il 119. Su questo, però, sorge un dubbio. Recentemente l’Agcom, su sentenza del Consiglio di Stato, ha multato le compagnie che hanno introdotto nuovi costi, spacciandoli per variazioni contrattuali. L’autorità ha chiarito che far pagare qualcosa che era gratis non corrisponde a una variazione di condizione contrattuale, ma all’introduzione di una vera e propria condizione ex novo. Se anche la novità sui piani tariffari prima gratis e ora a pagamento di Tim, come sembra, rientrasse in questa casistica, la compagnia potrebbe andare incontro a nuove azioni da parte dell’Agcom.