Cosa aspettarsi dal biologico?

Cosa c’è da aspettarsi davvero dal biologico? La puntata di oggi dei Miti Alimentari tenta di fare chiarezza in uno dei settori emergenti della agricoltura italiana.

Preferisco comprare del cibo biologico perché è completamente privo di qualsiasi pesticida

FALSO Negli alimenti biologici è ammesso l’uso di alcune sostanze di origine naturale e non sintetica, ma che hanno il medesimo scopo ovvero difendere le colture e contrastare insetti, malattie etc. Un esempio sono le piretrine naturali ammesse nel mondo del biologico, ma non lo sono i piretroidi sintetici. Lo stesso rame è un farmaco naturale e non “progettato dall’uomo”, usato da anticrittogamico naturale si usa nella viticoltura per combattere la peronospora o la ticchiolatura delle mele o la rogna dell’olivo. Volendo trovare una similitudine, è come se per ridurre il colesterolo troppo alto utilizziamo il riso rosso fermentato che contiene delle statine naturali ed evitiamo di ingerire le statine di sintesi. Quest’ultime molecole sono “figlie” delle statine naturali e possono dare risultati più efficaci ma anche effetti collaterali maggiori rispetto alle naturali che, invece, sono meno efficaci nel controllo del colesterolo, ma in compenso anche meno “rischiose” per la salute. I dati di controllo confermano che i prodotti biologici sono per quasi il 99% privi di pesticidi sintetici mentre per i prodotti convenzionali la percentuale di quelli conformi (ossia con residui di sintesi ma dentro i limiti) è del 96%. Non è ancora del tutto valutato l’effetto quantomeno additivo dei pesticidi copresenti in un alimento. Questo può essere paragonabile a chi pensa che una fortezza resista all’infinito all’assedio anche se attaccata da tutti i lati e con tutte le armi a disposizione degli assedianti. Un attacco coordinato può portare alla caduta della fortezza per l’incapacità di proteggere tutti i fianchi.

Preferisco i prodotti biologici perché così proteggo l’ambiente

VERO/FALSO L’impronta complessiva, che ci dà una misura di paragone su quanto erodiamo l’ecosistema, di un qualsiasi prodotto fosse anche un alimento deve tenere conto di tutto il processo di produzione, di trasporto, di stoccaggio etc. Questa visione più ampia del concetto di impatto ambientale rende chiaro che evitare l’uso di pesticidi di sintesi rende gli alimenti biologici più ecocompatibili e per questa ragione il 26% dei consumatori che li utilizza li preferisce ai convenzionali. Sul piatto opposto della bilancia bisogna ricordare che la minore produzione per ettaro dei prodotti biologici rende necessario usare più suolo per la loro coltivazione. Di solito la differenza media è valutata in una resa minore del 20-25% per ettaro coltivato, ma si oscilla da una perdita del 5% nei cereali fino al 33% degli ortaggi, mentre per la frutta la resa sembra ridursi del 3% rispetto ad una coltivazione convenzionale. La Terra dispone di 15 miliardi di ettari di terre emerse e ne usiamo circa 150 milioni per frutta, vigne, etc. e un miliardo e mezzo per le terre arabili, per compensare le minori produzioni per ettaro dobbiamo sacrificare pascoli e aree di sviluppo per l’uomo per altri 350 milioni di ettari. Osservando la bilancia del dare ed avere, una agricoltura definita “biologica” non introduce nell’ambiente inutili sostanze di sintesi in quantità e in modo pericoloso per la nostra salute. Per concludere, un uso attento e saggio dei terreni agricoli se condotto in modo più “naturale” e meno intensivo può preservarli dalla naturale degradazione e dall’impoverimento del materiale organico necessario per le varie coltivazioni. Questo ci assicura un futuro migliore preservando la naturale biodiversità microbica, vegetale e anche animale specie nei paesi in via di sviluppo che rappresentano il nostro capitale che genera i dividendi che consumiamo oggi in modo indiscriminato.

Uso alimenti biologici per aiutare i piccoli coltivatori e perché oramai sono tanti a essere coinvolti

FALSO L’approccio biologico richiede spesso investimenti che permettano di superare le difficoltà del mercato, la riduzione della resa, l’uso di prodotti alternativi etc. e paradossalmente sono spesso le grandi imprese ad investire nel biologico per soddisfare le richieste dei consumatori senza un eccessivo costo aggiuntivo da ricaricare. L’essere grande impresa comporta anche la potenzialità di delocalizzare le produzioni in aree lontane dal mercato finale di vendita, per cui biologico non è sempre sinonimo di locale e se riduciamo l’impatto ambientale per determinate scelte è pur vero che accresciamo i costi di trasporto e di logistica. L’Italia è uno dei paesi più coinvolti nel biologico e in pochi anni ci siamo assestati su circa 50.000 agricoltori che si sono dedicati a questo mercato, con una superficie dedicata al biologico in Italia pari a circa il 9% del totale e un valore di circa 5,6 miliardi di euro per anno che cresce dell’8% all’anno come quota di mercato. In generale, ancora si spendono in Italia solo 52 euro all’anno pro-capite che sono ben lontano dai quasi 300 euro degli svizzeri o dai 250 euro degli svedesi.

Scelgo di mangiare biologico per ritrovare sapori altrimenti persi e avere un maggiore contenuto di nutrienti

VERO L’alimentarsi ha enormi risvolti psicologici, ci riporta alla fase orale della nostra vita dove tutto era da assaggiare e da provare, ragion per cui i bambini sono dei veri e propri “aspirapolvere da assaggio”, e in effetti essendosi i sapori e il gusto di tanti prodotti col tempo appiattiti, per molti è un viaggio nella memoria per ritrovare alcune di queste sensazioni. Purtroppo, la pressione per avere costi contenuti, per accontentare tutti con prodotti con una minore personalità sensoriale, ha reso nel passato alimentarsi una esperienza meno personale e più spesso una semplice abitudine giornaliera. Oggi è piacevolmente sorprendente riscoprire dei sapori pensati persi nel tempo per cui chef, ricette, tradizioni etc. cercano di sorprenderci sempre di più e sempre più spesso rivalutando piatti e sapori della tradizione. L’agricoltura biologica può offrire un “ritorno al futuro” con alcuni vantaggi sensoriali che talvolta sono sopravvalutati, ma se qualcosa è veramente soggettivo certamente il gusto e i sapori, per cui piatti identici hanno apprezzamenti sensoriali anche opposti, lo sono. Dal punto di vista nutrizionale le differenze che ritroviamo nei macronutrienti, ovvero contenuto di zuccheri o grassi o proteine, sono relative mentre è sui microelementi come antiossidanti o vitamine dove le differenze possono sembrare più evidenti. Esaminando quanto c’è in letteratura scientifica a riguardo, queste differenze sono statisticamente poco evidenti. La soluzione migliore per tutti noi è quella di usare prodotti freschi, stagionali, non troppo stanchi per i lunghi viaggi e in questo modo avremo prodotti “naturalmente” più ricchi di micronutrienti e quindi utili per seguire uno stile di vita salutistico che ci accompagnerà nello stare meglio.

Amo il biologico perché lo sento più sicuro e contiene meno micotossine

VERO/FALSO Un prodotto biologico è certificato tale per il tipo di coltivazione e di produzione che devono escludere molecole di sintesi e fare uso dei prodotti ammessi per questa categoria di alimenti in maniera regolamentata. Dunque, biologico significa nessun pesticida di sintesi e trattamenti solo con fitofarmaci ammessi e il 47% dei consumatori trova questa come la seconda motivazione per sceglierli. Subito prima vi è la convinzione del loro contributo alla salute per cui il 52% dei consumatori sceglie alimenti biologici. È dogmatico che nessun alimento può costituire un rischio per la salute in nessun momento e che per nessuna ragione la sicurezza dello stesso può essere sacrificata o sottovalutata. Non utilizzare molecole di sintesi è un fattore positivo, ma anche utilizzarle nei prodotti convenzionali nei modi e nelle quantità previste rappresenta un fattore di sicurezza. La presenza di micotossine, che sono prodotte dalle muffe, è considerata un possibile pericolo per la salute perché non utilizzando antimicotici di sintesi significava offrire il fianco all’attacco di pericolose muffe in campo con l’accumulo di micotossine pericolose per la salute pubblica. I dati di sorveglianza raccolti in tutto il mondo non fanno presagire questo quadro così tetro e cereali, arachidi e altri alimenti a rischio non risultano particolarmente più pericolosi se prodotti in maniera biologica. In altre parole, la natura fornisce di armi naturali di difesa le piante stesse che possono contrastare le muffe e la loro crescita. La maggiore sicurezza dei prodotti biologici può derivare dall’assenza dell’effetto cocktail dovuto alle piccole tracce, assolutamente inferiori ai limiti di legge, di più molecole che, non rispettando il motto latino del “dividi et impera”, diventano da soggetti singolarmente poco pericolosi, una coalizione più pericolosa.