La guerra tra Barilla e Ferrero e le vittime collaterali

Le guerre esistono da sempre, ma pochi possono immaginare che in Europa, salvo la guerra dei Balcani, uno dei momenti più critici fu fra Islanda e Regno Unito per il mercato del merluzzo.
Le guerre da sempre sono fatte per conquistare terre e risorse e non dobbiamo meravigliarci che una per quanto dolorosa analogia sia stata fatta da più parti per quello che sembra delinearsi come un conflitto fra due colossi del mondo agroalimentare come Barilla e Ferrero.
Le armi che si stanno per mettere in campo sono di grosso calibro perchè ai Nutella Biscuits si contrapporranno i Biscocrema basati sulla nuova crema spalmabile di Pan di Stelle.
La Barilla dichiara che la sua posizione di leader di mercato non giustifica una guerra su volumi o quote di mercato facendoci pensare che non ci saranno “vittime” sul campo.

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La tabella nutrizionale e gli ingredienti della crema spalmabile Pan di stelle

La tabella nutrizionale e gli ingredienti dei Nutella biscuits

Nelle guerre le popolazioni civili sono sempre vittime indifese; in questa la disfida sul sul mercato è tra un prodotto con 527 calorie per etto contro le 513 dell’altro, un contenuto di zuccheri del 51% contro il 34,7% e con 5,3 g di grassi saturi contro 11,8 g per etto di grassi saturi dell’altro. E la solita ombra dell’olio di palma da una parte e la sua dichiarata assenza nel campo opposto.
Insomma, se fossimo su un campo di battaglia si parlerebbe di armi potenti e chi sarà colpito da questi prodotti subirà una grande pressione calorica, di zuccheri, di grassi e in un momento in cui si parla di sugar tax o si tenta di ridurre snacks o merendine, forse schierare questi prodotti sul mercato, è quantomeno singolare.
La risposta, che ci attendiamo è che si conterà su un consumo consapevole, ma come nella guerra fredda l’escalation poteva solo aumentare i rischi e per ridurre il pericolo, la soluzione è stata la riduzione concertata delle armi più potenti, c’è da augurarsi che tra Barilla e Ferrero si arrivi alle stesse conclusioni di “disarmo”.
Come finirà non è facile prevederlo, ma auguriamoci che le popolazioni più fragili siano quantomeno più protette.