“Bolletta luce, perché pago il trasporto dell’energia se non ho consumato nulla?”

Caro Salvagente,

Sulla fattura Enel Servizio Elettrico alle voci Costo Energia e Oneri per il trasporto dell’energia di solito trovo sempre delle somme diverse da zero anche quando nel bimestre di riferimento non vi è stato alcun consumo, ovvero kWh=0.
Mi chiedo: sto pagando dell’energia ed il servizio di trasporto della stessa anche quando il consumo è zero ?

Salvatore Campeggio

Gentile Salvatore, le risponde Valentina Masciari, responsabile utenze Konsumer Italia:

Questa, in effetti, è un’osservazione che fanno diversi consumatori … Facciamo quindi un riepilogo della composizione di una bolletta luce, per cercare di chiarire gli aspetti sollevati dal Sig. Salvatore. Partiamo dal presupposto, che nelle bollette luce o gas, non vengono addebitati esclusivamente i consumi fatti nel periodo di riferimento ma, una serie di altre voci, in parte indipendenti, appunto, dal consumo. Andando nello specifico, e cercando di chiarire quella che in genere la composizione di una fattura luce, partiamo dalla composizione della voce Costo dell’Energia.

Il costo dell’energia

Il costo dell’energia o spesa per la materia energia, è composto da una parte fissa indipendente dal consumo e quindi si paga anche in assenza del consumo stesso; questa parte è quella a cui fa riferimento il Sig. Campeggio, nel momento in cui solleva la domanda relativa alla presenza di costi sotto tale voce, anche in assenza di un suo consumo effettivo. La stesa voce è composta poi da una parte variabile, che si paga in proporzione al consumo, ed è in effetti questa è l’unica parte variabile della tariffa energetica, ossia quella che determina la differenza delle tariffe elettriche nel Mercato Libero.

Trasporto e gestione del contatore

Per la parte relativa alla voce Spese per il Trasporto e Gestione del Contatore, questa quota comprende le spese per le attività di trasmissione dell’energia sulle reti nazionali, per la distribuzione a livello locale e per la gestione del contatore.
Le tariffe sono stabilite dall’ARERA, quindi il prezzo non varia tra i diversi fornitori.
Questa voce, a sua volta, è formata da tre componenti:
una quota fissa, (€/cliente/mese), indipendente dal proprio consumo; una quota potenza, in proporzione alla potenza impegnata, misurata in €/kW/mese; e una quota variabile, espressa sempre in €/kWh, e applicata all’energia consumata.
Abbiamo, ancora, la voce degli Oneri di Sistema, che copre i costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico, il cui prezzo è stabilito dall’ARERA trimestralmente, quindi non varia in base al fornitore scelto.

Gli oneri di sistema

Queste spese vanno a coprire, ad esempio, gli incentivi alle fonti rinnovabili, oppure copertura per il Bonus elettrico, sostegni alla ricerca nel settore, etc.
Anche questa voce è composta da una quota fissa, (€/cliente/mese), e quindi non è legata ai consumi e, si applica solo alle abitazioni di non residenza e da una quota energia, legata ai consumi (€/kWh) quindi applicata in base all’energia consumata e di conseguenza pagata da tutti, indipendentemente dal tipo di residenza.
Per questa voce, esiste una differenza tra le tariffe per i residenti e le tariffe per i non residenti; tale situazione, in concreto, comporta un incremento del 35% nella spesa annua per la fornitura di energia elettrica per le abitazioni di non residenza rispetto a quelle di residenza anagrafica.

Le imposte

Infine, l’ultima voce è rappresentata dalle Imposte, composte dalle accise (imposta erariale di consumo), applicate alla quantità di energia consumata indipendentemente dal contratto o dal venditore scelto, e dall’ IVA che è pari al 10% per le utenze domestiche. Per le utenze business, è invece pari al 22%.
Le utenze domestiche residenti, godono anche di alcune agevolazioni sull’accisa se hanno una potenza fino a 3 kW e hanno consumi inferiori a 1.800 kWh annui.
Per quanto sopra esposto, si spiega perché il Sig. Salvatore si vede addebitare costi anche con consumi pari a zero.