Succhi di frutta: perché il fruttosio fa male

Uno degli aspetti più rilevanti quando si parla dei succhi di frutta è la quantità di zucchero contenuti. Alcuni sono naturalmente presenti nel frutto, altri vengono aggiunti, e anche il tipo di sostanza assunta non è indifferente per gli effetti che ha sull’organismo umano. Il fruttosio, in particolare, è tra i principali responsabili dell’obesità infantile. È lo zucchero più tossico per il fegato. Ne parliamo con Debora Rasio, specialista in oncologia, nutrizionista e ricercatrice. 

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Dottoressa Rasio, cos’è il fruttosio?

È lo zucchero che si trova nella frutta, mentre il glucosio è molto presente in pane, pasta e cereali. Lo zucchero da tavola è formato al 50% da fruttosio e al 50 da glucosio ed è un disaccaride. Invece, lo sciroppo ad alto contenuto in fruttosio è formato da una miscela di 44-45% di questo e dal glucosio, entrambi presenti come monosaccaridi. In Italia lo chiamano sciroppo di glucosio-fruttosio.

È indifferente usare questo o altri modi di dolcificazione?

Il fruttosio è lo zucchero più problematico di tutti, molto di più del glucosio. Tutte le formulazioni che contengono fruttosio, come i succhi di frutta puri, o quelle in cui si trova almeno il 55% di fruttosio in forma libera, agiscono più rapidamente rispetto a quelle in cui è presente lo zucchero in forma di disaccaride. Il fruttosio è in grado di creare nel giro di pochi giorni, se consumato in alti quantitativi, sindrome metabolica, insulino-resistenza, fegato grasso; tutte condizioni che espongono alle malattie croniche degenerative. Tra l’altro sono usciti di recente studi che hanno dimostrato che la somministrazione di sciroppo-glucosio su animali da esperimento accelera notevolmente lo sviluppo di tumori intestinali, agendo localmente sulla crescita delle cellule neoplastiche.  

Se un’etichetta riporta la dicitura “fruttosio aggiunto”, dobbiamo considerare il prodotto peggiore di uno che contiene solo fruttosio naturale, o non cambia niente?

Non lo sappiamo con certezza, ma probabilmente la differenza non è grande. Il fruttosio va consumato con i suoi antidoti. Se nel frutto sono presenti, il fruttosio non è nocivo. 

Quali sono questi antidoti?

Quelli presenti naturalmente nella frutta. La fibra, le vitamine, gli antiossidanti, che frenano la tossicità di questo zucchero. Se invece cominciamo a togliere la fibra, come nelle centrifughe, o riduciamo drasticamente fino a quasi eliminare gli antiossidanti e le vitamine, come nei succhi di frutta, allora il fruttosio si comporta in modo problematico. 

In molti sostengono che non ci siano grandi differenze tra succhi di frutta e soft drink. Anche lei la pensa così?

Le lavorazioni di queste bevande, come la pastorizzazione, fanno precipitare i polifenoli che non sono più utilizzabili. I succhi di frutta effettivamente devono essere considerati alla stregua delle bevande zuccherate. 

Parliamo di quantità di consumo sconsigliate. Basta un bicchiere di succo di frutta o una bibita zuccherata al giorno per avere effetti metabolici dannosi?

Se si manifesteranno patologie o meno dipende dalla situazione dell’individuo e da tante altre variabili. È chiaro che la dose è fondamentale, però non servono quantità straordinarie, basta un consumo regolare, un bicchiere di succo di frutta o di bibita zuccherata al giorno, per avere effetti metabolici riconoscibili.

Dunque per minimizzare il più possibile gli effetti è meglio bersi una spremuta?

La spremuta comunque elimina la fibra, quindi il consiglio è più che altro di farsi un frullato. Nella spremuta, rispetto ai succhi di frutta,  c’è il vantaggio della presenza delle vitamine e degli antiossidanti che non vanno perduti, ma nel frullato c’è anche la fibra. Il frutto dovrebbe essere consumato nella sua interezza.

Ci sono frutti con più fruttosio a cui stare attenti?

Non è particolarmente rilevante, tutta la frutta contiene fruttosio. Ovviamente i frutti più dolci ne contengono di più.