Se la disdetta a Tim costa carissima

Caro Salvagente, nel luglio 2018 ho acquistato in offerta solo per i clienti Tim uno smartphone Huawei p20 optando per un pagamento rateale di 10 euro per 30 o 33 rate mensili non ricordo (pagando il telefono la metà del suo valore pari a circa 600 euro).
Lo scorso maggio ricevo via Sms la comunicazione che il contratto sarebbe aumentato  e che entro fine giugno avrei potuto recedere dal contratto o cambiare operatore senza penali e “mantenere attiva l’eventuale rateizzazione del prodotto”.
Così decido di cambiare operatore ma di mantenere la rateizzazione, comunicandolo tramite il 119.
Il 29 maggio però mi trovo addebitato su carta di credito l’importo di 423,42 euro Tim passepartout plus rate: in pratica mi hanno addebitato l’intero importo del telefono.
Contatto immediatamente 119, a loro risulta mantenuta la rateizzazione e non sanno motivare l’addebito passando la palla ad ufficio amministrativo il quale il 12 giugno mi chiede di inviare via mail la copia dell’estratto conto della carta di credito.
A oggi  nonostante solleciti tramite pagina fb, messenger e chiamate 119 non ho ricevuto risposta.
Non so veramente come poter risolvere la cosa, stiamo parlando di una cifra importante pari ad un mese di retta dell’asilo nido di mia figlia non di spiccioli.
Stella Sora

Cara Stella, abbiamo chiesto lumi a Valentina Masciari, responsabile utenze dell’associazione di consumatori Konsumer Italia. Ecco cosa ci ha risposto

La lettrice aveva diritto a mantenere la rateizzazione, perché ha effettuato un recesso in seguito a una modifica unilaterale delle condizioni contrattuali. La regola dice che in tali ipotesi, il cliente che sta pagando un apparato a rate, può decidere se pagare le stesse in un’unica soluzione o continuare a corrisponderle ratealmente.

La signora ha comunicato la sua scelta e non sembrano esserci dubbi sull’errore di Tim.

La signora ha comunicato tale scelta tramite operatore del 119 e, secondo me è qui che si è creato il problema, perché probabilmente non è stato portato a termine qualche passaggio. È anche vero però, che quando si autorizzano gli addebiti delle utenze su carta di credito, è sempre complicato gestire la situazione, perché bloccarli risulta un’operazione complicatissima, se a questo aggiungiamo che ai gestori fa gioco tutto ciò, possiamo ben immaginare perché succedono alcune cose.

Inoltre, cosa che non gioca a favore della signora, Tim ha già incassato somme in un certo senso dovute anche se la modalità non è corretta e, quando si tratta di restituire, i gestori hanno sempre una certa difficoltà…

Comunque, considerando che la signora ha più volte segnalato il problema, anche per iscritto, e che Tim non ha fatto nulla, l’unica strada che le rimane è di ricorrere ad una conciliazione, paritetica è sempre preferibile per i tempi più contenuti. In tal modo, può chiedere la restituzione di quanto addebitato in un’unica soluzione e quindi il pagamento a rate dell’importo residuo al momento del cambio delle condizioni contrattuali.

Questa vicenda, come tante altre di questo tipo, porta alla conclusione che è preferibile evitare l’uso della carta di credito per l’addebito delle utenze in genere, perché in caso di problemi è quasi impossibile bloccare gli addebiti, mentre utilizzando l’addebito sul conto, sempre in caso di fatture o fatti  poco chiari, è possibile bloccare i pagamenti, in modo più facile e veloce,  per fare i dovuti e necessari controlli.