Falsi prosciutti Dop, la beffa: “Chiudete la stalla ma solo dopo che i maiali sono usciti”

Un passo in avanti e due indietro sono quelli che si registrano nello scandalo dei falsi prosciutti Dop. L’ultimo colpo di scena della vicenda questa volta sembra riguardare direttamente il San Daniele: il 18 giugno una circolare interna dell’Ifcq, l’Istituto friulano controllo qualità, l‘ente di certificazione del prosciutto San Daniele Dop, spiega ai prosciuttifici che dal 1° giugno è obbligatorio sì registrare il peso da vivo del suino (lo scandalo dei falsi Parma e San Daniele – circa 3 milioni di cosce che devono essere smarchiate – è nato anche dal fatto che senza nessuna traccia del peso degli animali non si sono potuti negli ultimi anni bloccare suini incrociati con razze danese che davano origine a cosce fuori standard per i disciplinari) ma che nel caso in cui si verifichino anomalie nella pesatura i prosciutti non vengono subito bloccati ma verranno comunque destinati alla stagionatura del Dop. Solo alla terza infrazione accertata scatta un’ispezione (pagata dall’allevatore o dal macello) che se darà esito positivo bloccherà quella singola partita. Ma intanto le precedenti saranno già diventati prosciutti (falsamente) Dop in vendita nei supermercati. In violazione del disciplinare e a danno delle tasche dei consumatori che continueranno a pagare a caro prezzo un prosciutto a Denominazione che Dop non è.

“Non bloccateli subito”

Scrive l’Ifcq nella circolare interna: “La circolare 2/2019 è diretta ad acquisire il peso vivo delle partite di suini a partire dal 1° giugno 2019” onde evitare che vengano avviate a stagionatura cosce non conformi alla pesatura prevista dal Disciplinare. E se si riscontrano delle anomalie? La circolare prevede dei controlli ma, permetteteci la metafora, dopo che i… suini sono scappati dalla stalla: “Il Piano di controllo prevede che, alle partite di suini macellate ai fini della Dop che difettino del requisito del peso, sia applicata la Non Conformità Lieve” e solo “al terzo accertamento l’applicazione di una adeguata Misura di Controllo Rinforzato (Mcr). A completamento ricordiamo che il suddetto Piano non prevede la misura di esclusione dalla Dop della corrispondente materia prima ottenuta“.Queste ultime righe nel documento sono proprio riportate con il neretto e sottolineate.

Colpo di spugna sullo scandalo

Eccolo qui il colpo di spugna: se un prosciutto pesa più o meno del dovuto non lo si blocca ma lo si fa diventare Dop e fatto pagare il doppio di un salume senza Denominazione. Caso mai alla terza infrazione si fa partire una Mcr, un accertamento da parte di un ispettore terzo pagato dall’allevatore o dal macello, che interviene e se accerta l’infrazione a quel punto e solo a quel punto blocca la partita. Ma le altre sono già finite sulle nostre tavole a caro prezzo, pagate fino a 40 euro al chilo quando invece dovrebbero essere “smarchiate” e vendute a meno della metà.