Artifishal, il documentario che racconta il lato oscuro degli allevamenti intensivi di pesce

Columbia River, Oregon.

Prodotto dal fondatore di Patagonia Yvon Chouinard, Artifishal è un film che parla di pesci selvaggi, fiumi incontaminati e devastazione degli habitat causati dai vivai ittici. IN particolare, il film documentario di Liars & Thieves, in particolare, descrive l’industria dell’allevamento del salmone in Islanda, Norvegia, Scozia e Irlanda e chiede al pubblico la firma di una petizione rivolta governi di questi Paesi per vietare la pratica dell’allevamento dei pesci in recinti di rete in mare aperto.

Il documentario conduce lo spettatore all’interno dei vivai negli Stati di California, Washington, Oregone Idaho e mostrando le condizioni in cui vengono prodotte enormi quantità di salmone geneticamente e qualitativamente inferiore. In uno splendido fiordo vicino ad Alta, in Norvegia, la distruzione dell’ambiente sottomarino e le malattie causate da un allevamento di pesci in mare aperto sono testimoniate dai devastanti racconti degli attivisti.

Gli uomini si sono sempre considerati superiori alla natura e ci hanno messo nei guai. Pensiamo di poterla controllare, ma in realtà, non siamo in grado di farlo – osserva Yvon Chouinard – Gli allevamenti ittici e i recinti di rete sono solamente i sintomi e non le cause del problema. Se per noi il salmone selvaggio è importante, dobbiamo fare qualcosa subito. Una vita senza natura selvaggia e senza queste grandi specie iconiche è una vita miserabile. Se perdiamo tutte le specie selvatiche, perdiamo anche noi stessi.”

In questo numero del Salvagente (dicembre 2018) abbiamo affrontato anche noi la questione degli allevamenti intensivi dei salmoni

La maggior parte delle aziende europee di allevamento di salmoni si trovano in Norvegia e in Scozia, dove hanno devastato gli ecosistemi costieri. Gli allevamenti ittici in recinti di rete contribuiscono in modo determinante la drammatica estinzione del salmone selvaggio dell’Atlantico. L’industria è destinata a espandersi esponenzialmente nei fiordi incontaminati dell’Islanda e continua a crescere a ritmi allarmanti in Norvegia, Scozia e Irlanda. Questi enormi recinti di rete aperti consentono il libero flusso di malattie e inquinamento nell’ambiente circostante, dove salmoni selvaggi e trote di mare lottano per sopravvivere. Negli ultimi 40 anni, la presenza nei mari del salmone dell’Atlantico è scesa da dieci a tre milioni e se non riusciamo a proteggere il loro habitat potrebbero diventare presto una specie in via di estinzione.