Papaya: frutto dell’eterna giovinezza o cibo sopravvalutato?

L’eterna giovinezza… Quanto ci piacerebbe trovare la formula magica per assicurarcela! Sarà per questo che uno dei frutti associati con maggior frequenza a questo tipo di vantaggi sta vivendo una fase di notevole espansione anche a migliaia di chilometri da dove viene coltivato. Ci riferiamo alla papaya, oramai presente anche sui banchi dei supermercati. A lei dedichiamo i miti alimentari di questa settimana.

Dopo una breve vacanza in Australia ho imparato a conoscere la papaya e credo che sia veramente il frutto dell’eterna giovinezza che aspettavo per sentirmi più in forze

FALSO La papaya è una pianta di origine centroamericana oggi diffusa in tutto il mondo che per molti consumatori è sinonimo di fonte dell’eterna della giovinezza e da alcuni è chiamata addirittura “frutto degli angeli”. Il nome scientifico è Carica papaya L. e forse questo “carica” indurrebbe a pensare che dia una forte carica energetica al nostro corpo quando la mangiamo. Certamente la papaya è un frutto che ci tonifica e ci rende energeticamente più pronti e attivi nelle attività fisiche, ma purtroppo il farci tornare giovani e forti non è ancora nelle sue capacità. La papaya è ricca di alcuni antiossidanti e, del resto il colore molto arancione suggerisce la presenza dei carotenoidi e dei flavonoidi. Tutte queste molecole ci aiutano a combattere lo stress radicalico e l’invecchiamento naturale e irreversibile a carico delle nostre cellule. La papaya contiene circa 10 grammi di zucchero per 100 g di frutto e mangiando la stessa porzione otteniamo oltre il 100% della vitamina C che dobbiamo introdurre quotidianamente, in altre parole è un frutto pari alle fragole e addirittura è, anche se di poco, più salutistico degli agrumi. Il suo contenuto di licopene è paragonabile al pomodoro fresco ed è il doppio del tanto noto pompelmo. Un altro vantaggio della papaya è la presenza di fibre, infatti ne contiene circa 1,7 grammi per 100 grammi e questo la rende simile ad esempio ai peperoni o alle nespole. A parte questi aspetti salutistici generali, il mangiare papaya significa anche dissetarsi perché contiene l’88% di acqua e tutto questo si può avere in cambio solo di 43 kcal per 100 grammi di frutto. La papaya è forse un esempio di frutto della categoria molto ampia dei “Mentiantur” ovvero dei frutti che millantano credito perché pur promettendo molto, ahimè mantengono poco deludendo le nostre aspettative.

Mi dicono che la papaya è molto simile a tanti altri frutti che consumiamo, ma almeno produce degli effetti benefici altrettanto positivi

VERO La papaya è un frutto molto utilizzato in alcune tradizioni gastronomiche ad esempio in oriente è spesso presente nelle insalate fresche, ma è anche vero che si accompagna con vari miti salutistici. Ad esempio, migliora la luminosità della pelle e il suo aspetto se ne giova, anche a livello di capelli li migliora rendendoli più forti e lucenti, consumare papaya protegge il cuore e l’apparato cardio circolatorio, i suoi antiossidanti ci permettono di avere un livello di salute migliore perché ritarda l’invecchiamento cellulare e migliora le funzionalità metaboliche. Grazie alle sue fibre permette inoltre di ridurre la stitichezza e aiuta l’intestino a lavorare meno pigramente. Se chi legge ci pensa, sono rari i frutti che non sono ricchi di antiossidanti come flavonoidi, carotenoidi e vitamina C, i frutti che ci fanno vivere più a lungo e in salute, quasi tutti ci proteggono dai tumori e prevengono le malattie croniche e degenerative. Ed è anche raro non associare la frutta per la lotta alla stitichezza perché ricca di fibre e/o di acqua e quindi sgonfia l’intestino e lo ripulisce oppure in generale riduce i dolori all’addome. Come tutti i frutti non aumenta il colesterolo, perchè non ne contiene, ma ci protegge con gli antiossidanti e le fibre dal colesterolo cattivo LDL che va eliminato. È una situazione molto simile a un identikit poliziesco dove il colpevole ha quasi sempre una statura media, una corporatura regolare, dei capelli scuri e non parla con accenti particolari. In altre parole tutti gli indiziati assomigliano al colpevole per qualche tratto, così la papaya è come tutti i frutti freschi e di stagione ovvero utili, salutistici e ricchi di principi positivi. La Dieta Mediterranea, del resto, non specifica quali frutti consumare ma esige il consumo giornaliero di almeno cinque porzioni di frutta e verdura fresca e di stagione senza interessarsi se siano o meno fonti di eterna giovinezza.

Tutti mi dicono che mangiare tanta papaya fa stare meglio in salute come e più dell’ananas…

FALSO L’ananas dovrebbe aiutarci a digerire le proteine per il suo contenuto, specie nel gambo, di bromelina che aiuta a digerire meglio le proteine. La papaya, specie se è poco matura, contiene la papaina che ci permette di alleggerire la fase di digestione e aiuta, chi ha qualche difficoltà perché mangia velocemente e troppo, a ridurre la sensazione di stanchezza post-pranzo che, se troppo lunga e faticosa, giustifica la pennichella pomeridiana. La papaina però può fare ben poco se la papaya si mangia alla fine di un pranzo ricco e abbondante, un vecchio adagio su Santa Lucia recita che è inutile “mettere cancelli di ferro dopo un furto…” ma di certo un vantaggio che la papaina ci concede è di essere una proteina basica. La nostra dieta è spesso basata su prodotti acidi e se sono troppo gli alimenti acidi si deve riequilibrare questo squilibrio dove certamente latitano frutta fresca e ortaggi, dove c’è stress sia fisico che psichico e dove manca una attività fisica adeguata. Un’eccessiva acidità fa formare più radicali liberi e, di conseguenza, accelera i processi di invecchiamento, basta pensare alla pelle di chi è esposto troppo al sole o fuma troppo, ma bisogna anche tenere presente che non sarà certo una papaya a dispensarci da una dieta sana e dal fare attività fisica costante e adeguata alle proprie condizioni di salute. La papaina come sostanza è addirittura usata per rendere le carni più frolle e tenere prima di farle arrosto ma il succo di papaya si usa anche nel mondo dei birrifici artigianali. In conclusione, la papaya è un frutto che se mangiato nel modo giusto ci concede dei vantaggi anche se non può permetterci di assistere ai mondiali di calcio del prossimo 2462.

Tendo a non mangiare i semini della papaya perché credo non siano utili

FALSO/VERO La papaya è un frutto che ha un colore spesso molto accattivante e peculiare, ma contiene anche dei semi piccoli e neri, spesso scartati durante il consumo del frutto perdendone i vantaggi. Occorre dire che non sappiamo digerire i semi, la stessa difficoltà che abbiamo incontrato con i semi di lino, per cui è necessario separarli e in qualche modo macinarli o tritarli per ottenere i vantaggi che nascondono. Fare una tisana di semi tritati di papaya aiuta l’intestino perché si stabilizza l’ambiente intestinale come acidità e questo favorisce la crescita dei batteri amici. Questi semi sono anche dei naturali disintossicanti epatici e questo per gli antiossidanti che contengono al loro interno e per lo stesso motivo sono degli antiinfiammatori naturali per la presenza della papaina di cui abbiamo già parlato specie a livello dello stomaco. Inoltre, le sostanze antibiotiche che contengono i semi contrastano la crescita dei batteri cattivi come lo stafilococco a livello intestinale. In generale i semi sono preziosi, ma come per il frutto parliamo di un’azione integrativa che non può mai sostituirsi alla terapia antibiotica o antiinfiammatoria mentre il loro ruolo è di prevenire e questo semplicemente consumando la papaya come tutti gli altri frutti anche meno esotici e strani che ci sono donati dalla terra.