Una telefonata per chiedere informazioni a Tim e mi trovo un contratto capestro

Caro Salvagente, vi racconto la mia vicenda con Tim. A maggio 2018 ho chiamato per attivare una nuova offerta. Era già l’operatore della nostra linea ma ormai l’offerta era scaduta è l’importo era davvero alto.
La bolletta è intestata a mia madre, io quindi ho semplicemente ho chiamato per avere informazioni sui contratti nuovi a disposizione e ne ho scelto uno analogo a quello già attivo sulla nostra linea.
Con l’operatrice ci siamo salutate lasciando il recapito di mia madre che avrebbe dovuto effettuare la registrazione vocale.Nessuno ha mai chiamato ma a casa è arrivato  un ipotetico contratto con dei punti di domanda al posto degli importi.
E così in automatico hanno attivato un contratto TIM smart. Sopresa, per una linea attiva da 35 anni mi vedo caricare il costo per l’attivazione dell’offerta che è di €5,68 per 24 rate.
Mi hanno spiegato ora che non avendo accettato il modem (nella telefonata per chiedere informazioni avevo detto che non mi interessava, dato che ce l’avevo) è il costo da pagare.
E che se volessi disdire  dovrei pagare la penale.
Ma sulla base di quale contratto, dato che non ho firmato e non ho registrato nulla?

Agnese Scaltritti

Un caso davvero esemplare, cara Agnese, del livello a cui è arrivata la telefonia nell’affibbiare contratti a ignari clienti.

Andiamo però con ordine e facciamo commentare Calentina Masciari, responsabile utenze di Konsumer Italia.

In base a quanto scritto dalla signora Agnese, si trattava di una semplice variazione di offerta, un aggiornamento del piano telefonico sulla linea già esistente. Per fare questo in modo corretto,  si sarebbe dovuta fare una registrazione vocale da parte dell’intestataria della linea telefonica, che poi avrebbe potuto decidere di ricevere o meno il cartaceo a casa.

L’iter seguito da Tim, secondo quanto descritto dalla signora non è corretto. Nel dettaglio di ciò che le viene addebitato, va detto che il costo di attivazione, è dovuto per l’attivazione di una nuova linea, salvo eventuali promozioni del momento, per un cambio dell’offerta su linea già esistente, non ci può essere.

Tenderei credere che Tim la cifra si riferisca al costo del modem: in quella data il modem veniva inserito sempre nei contratti, perché ancora vigeva la regola del modem  come parte integrante ed obbligatoria del contratto. Fra l’altro, considerando tutto l’iter seguito, non certamente lineare e corretto, perché non aggiungere anche un modem?

Partendo da quanto successo, consiglio alla signora Agnese, di contestare l’intero contratto che le è stato attivato, perché non esiste una registrazione e non esiste un cartaceo corretto e firmato e chiedere contestualmente di stornare le fatture emesse.

Decida poi la diretta interessata se chiedere l’applicazione di un’offerta congrua per le sue esigenze, con l’annullamento chiaramente di quella attuale o se cessare tutto, ovviamente senza penali visto sempre quanto successo.

Come prassi, se non rispondessero adeguatamente alla contestazione, faccia ricorso alla conciliazione paritetica o davanti al Co.Re.Com., per vedere riconosciute le sue giuste ragioni.