Pannolini “contaminati”, il governo francese convoca i produttori

Diossine, furani, alcuni Ipa (Idrocarburi policiclici aromatici) e Pcb (Policlorobifenili): la presenza di questi contaminanti nei pannolini rilevati da uno studio dell’Anses, l’Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria, ha scosso la Francia e il governo di Parigi ha convocato i produttori per chiedere spiegazioni e valutare come “migliorare la sicurezza” di questi prodotti, visto che un bambino utilizza in media 4mila pannolini usa e getta nei primi tre anni di vita.

Cosa è stato trovato e perché

Secondo l’Anses, diverse sostanze indesiderate a contatto con i glutei dei neonati superano le soglie di sicurezza. Tra le sostanze coinvolte, alcune sono aggiunte dai produttori intenzionalmente, come le sostanze profumate Lilial, Lyral, che l’Agenzia esorta a sopprimere. Ma le più numerose non sono aggiunte intenzionalmente. Queste sono: diossine, furani, alcuni Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e alcuni Pcb (policlorobifenili). Queste sostanze possono comparire durante il processo di produzione (riscaldamento, candeggio) o provenire da materie prime contaminate. Pertanto, l’agenzia francese invita i produttori  a “controllare meglio l’origine delle materie prime […] e migliorare i processi di produzione”.  D’altra parte, l’Anses esclude qualsiasi rischio per il glifosato – un residuo il cui il metabolita Ampa è stato trovato in alcuni strati.

“Servono norme più severe”

Oltre alle raccomandazioni rivolte ai produttori, l’Anses chiede normative più rigide e controlli alimentari più rigorosi da parte delle autorità. Il governo ha immediatamente convocato i produttori per chiedere di dettagliare il loro piano d’azione entro due settimane e di mettere in atto più trasparenza sulla composizione dei pannolini.