Bruxelles vuole vietare il miele di rododendro: contiene una tossina velenosa ad alte dosi

Il miele di rododendro è uno dei più ricercati e costosi, ma secondo la Commissione europea sarebbe anche particolarmente rischioso per l’elevata presenza di tossine, e per tanto papabile per un divieto in territorio Ue. A riportare l’intenzione di Bruxelles è il quotidiano spagnolo El Pais, che cita anche il parere dell’Istituto nazionale di tossicologia (Int), secondo cui è la grayanotoxin, un principio attivo presente nel nettare di cui le api si nutrono, chein elevate dosi è responsabile di effetti sgradevoli. Tra questi, sudorazione, vomito, vertigini, debolezza agli arti e intorno alla bocca e abbassamento della pressione sanguigna. “Per questo motivo, – scrive El Pais – la Commissione europea ha preso in considerazione la possibilità di regolamentare la vendita del “cosiddetto miele pazzo” nell’Unione e gli Stati membri sono stati invitati a chiarire se è distribuito nei rispettivi paesi”.

Gli effetti sulla salute

La Commissione discuterà presto con i paesi la sua vendita e consulterà l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare per i rischi per la salute di fronte a un “prevedibile divieto o regolamentazione”. Nel frattempo, la direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare europea riferisce che non si sono verificati avvelenamenti. Tuttavia, l’Int ha trovato casi nel resto del mondo, specialmente nel bacino sud-orientale del Mar Nero. Lì, “questi avvelenamenti sono condizionati dalla credenza che conferisce proprietà del miele in uso nella medicina alternativa”. Secondo Henares Francisco Zaragoza, professore di Farmacologia, Università di Alcala, “sono gli effetti possono essere simili a quelli prodotti dal fungo allucinogeno Amanita muscaria, che colpisce il sistema nervoso centrale: confusione, agitazione, delirio, amnesia, e possono causare una sindrome colinergica”.

In Europa, Francia e Italia maggiori produttori

Secondo l’Int, il prodotto che ha più probabilità di essere contaminato con le grigotossine, “anche se molto raramente a livelli tossici”, è quello che viene dal Giappone, dal Brasile, dagli Stati Uniti e dal Nepal, da cui il 90% della produzione parte verso l’Europa. Nel vecchio continente, invece, è ottenuto in quantità commerciali nelle Alpi, con la Francia e l’Italia come i principali paesi produttori. Secondo un documento della Commissione europea che propone la messa al bando di alcune sostanze, è stato riferito che la Francia ha impedito la vendita di miele di rododendro durante la fioritura. Inoltre, secondo quanto riporta El Pais, nel 2017 in Italia sarebbero stati condotti esperimenti su animali con questo alimento “da personale non qualificato e senza la preventiva autorizzazione delle autorità italiane”. Nel 2008, la Food and Drug Administration sudcoreana ha avvertito le persone di non mangiare il miele nepalese.

 

L’esperta: nessun problema con quello alpino

Il Salvagente ha contattato l’esperta di miele, Lucia Piana, che dirige un laboratorio di analisi su questo tipo di prodotto: “I casi di intossicazione documentati storicamente riguardano delle varietà di miele di rododendro proveniente soprattutto dalla zona del Ponto in Turchia e dal Nepal, e spesso si tratta di casi in cui le persone lo hanno assunto consapevoli degli effetti ‘allucinogeni'”, spiega l’esperta, “Nel caso della varietà alpina non in effetti non mi risultano studi scientifici ad hoc, ma va detto che non è mai stato registrato nessun caso di intossicazione, per cui è ragionevole pensare che le nostre varietà non contengano quella tossina”. La dottoressa Piana, però, aggiunge: “Uno studio specifico sul miele del rododendro alpino sarebbe sicuramente una buona cosa”.

L’UE: miele adulterato da paesi extra unione

Il 1° marzo 2018 Parlamento europeo aveva messo in guardia i consumatori: dopo aver analizzato campioni prelevati negli stati membri, aveva trovato che il 20% di quelli provenienti da paesi extra-Ue non soddisfaceva i criteri di composizione stabiliti da Bruxelles e il 14% conteneva zucchero aggiunto. Pertanto, l’Europa avverte che “il miele falso e adulterato continua ad arrivare”.