I vegani aumentano a scapito dei vegetariani, ma il 5% dei curiosi ha rinunciato

Dopo il boom di alcuni anni fa, il numero di italiani che rifiutano di mangiare carne per ragioni etiche, ambientali o salutiste, rimane stabile ad una percentuale di 7,3%, anche se guardando dentro alle statistiche di Eurispes, possiamo vedere che qualcosa di sostanziale sta cambiando: mentre i vegetariani (che consumano i derivati animali, come uova e latticini) stanno diminuendo, aumentano i vegani, e allo stesso tempo, una parte rilevante di italiani che si erano avvicinati curiosi alla dieta senza carne è tornata sui suoi passi.

Polarizzazione in corso

Vediamo nel dettaglio i dati del 31/mo Rapporto Eurispes, dedicato al tema “Riscoprire la qualità”: il 5,4% degli italiani è vegetariano, in calo rispetto al 2018 dello 0,8% mentre l’1,9% è vegano (+1% rispetto al 2018). Il 4,9% di chi ha sperimentato, ha abbandonato questo stile alimentare. Tra questi uno su tre è tornato sui suoi passi per avere un’alimentazione più completa, mentre una percentuale analoga dice di aver sofferto troppe rinunce. Numeri che fanno pensare a una radicalizzazione delle scelte alimentari alternative: chi rinuncia alla carne lo fa per una scelta netta, come quella vegana.

Gluten-free e senza lattosio, continua la moda

In generale i prodotti “speciali” aumentano sugli scaffali: Un italiano su quattro (19,3%) compra prodotti senza glutine, anche se solo al 6,4% è stata diagnosticata una intolleranza, mentre il 12,9% li assume senza essere intollerante. Ma come il Salvagente ha scritto in passato il cibo gluten-free non è sinonimo di salutare per definizione. Un quarto dei consumatori (26%) acquista prodotti senza lattosio, ma solo l’8,5% lo fa per una diagnosi di intolleranza. Il dato più allarmante, conclude la ricerca Eurispes, riguarda l’assunzione di antibiotici: quasi 4 italiani su 10 ammettono di prenderli senza prescrizione medica “qualche volta” (33%) e “spesso” (4,8%). Anche in questo caso, sono più numerose le donne (“spesso” il 6,7% contro il 2,8% degli uomini, “qualche volta” il 34% contro il 32,1%).

Il commento della Lav

“In tema di scelte alimentari il Rapporto Eurispes rivela un dato importante, ma non è una sorpresa: pur non potendo entrare nello specifico delle motivazioni individuali, i segnali sono evidenti, e mostrano un trend ormai consolidato verso scelte alimentari che tengono in sempre maggiore considerazione le opzioni vegetali sulla base di motivazioni salutistiche ed etiche, ancora marginale invece la motivazione a tutela dell’ambiente, seppure – commenta la LAV – l’incidenza dell’economia della carne sull’ambiente è conclamata. A parlare chiaro è l’aumentata offerta di prodotti vegani nella grande distribuzione, di opzioni vegan nelle mense, di ristoranti vegetariani e vegani, segno di un’accresciuta domanda, che è anche un’opportunità di sviluppo per le imprese”.