Pratiche sleali, accordo in Europa per limitare strapotere della Gdo sui fornitori

Close-up photo of fresh vegetable in a warehouse

Il Parlamento europeo, la Commissione e il Consiglio hanno raggiunto un accordo sulla direttiva che inquadra le pratiche sleali della Grande distribuzione organizzata. L’obiettivo del testo è riequilibrare la disparità di potere all’interno della filiera agroalimentare.

Le novità

L’accordo prevede un aumento da 50 a 350 milioni di euro della soglia minima di fatturato delle aziende agricole e imprese agroalimentari a cui si applicherà il nuovo impianto normativo. In questo modo, molte più aziende saranno tutelate dalle possibili ritorsioni commerciali dei gruppi della distribuzione organizzata. Nell’accordo tra le istituzioni europee, le pratiche da abolire passano da 8 a 16, tra cui  la cancellazione last minute degli ordini, i ritardi nei pagamenti ai fornitori, le modifiche unilaterali dei contratti, i mancati pagamenti ai fornitori per la merce invenduta. 

De Castro e Coldiretti soddisfatti

“Avevamo promesso di eliminare le pratiche commerciali sleali nella catena alimentare garantendo una filiera trasparente ed equa. Ci siamo riusciti!” esulta l’eurodeputato Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale al Parlamento europeo, nonché relatore della direttiva. “È necessario sanare una ingiustizia profonda – precisa il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – rendendo più equa la catena di distribuzione degli alimenti che vede oggi sottopagati i prodotti agricoli spesso al di sotto dei costi di produzione senza alcun beneficio per i consumatori”.

Terra!: Ora l’Italia faccia il suo dovere

Terra! Onlus, Ong che ha fatto del contrasto agli squilibri nella filiera della grande distribuzione una delle sue battaglie principali, commenta così: “Accogliamo con favore questo accordo sulla direttiva europea – dichiara Fabio Ciconte, direttore di Terra! – Un passo avanti verso la piena tutela di produttori e fornitori da meccanismi talvolta vessatori messi in campo dalla Grande distribuzione organizzata. Tuttavia, riteniamo importante che nel 2019, quando l’Italia sarà chiamata ad incardinare questa legge nel suo ordinamento, vengano inserite nell’elenco delle pratiche sleali anche le aste al doppio ribasso”. La direttiva, infatti, rappresenta una sorta di legge quadro, che gli Stati membri possono rafforzare. “Questa è una buona notizia, perché ad esempio tra le pratiche sleali elencate dal testo, non figurano le pericolose aste on line al doppio ribasso, che da anni Terra! ha portato all’attenzione dei decisori politici con inchieste e campagne” aggiunge l’associazione.