Ryanair, sciopero dei piloti il 10 agosto. Che fare per salvare la vacanza

I piloti Ryanair di Irlanda, Belgio, Svezia e Germania hanno annunciato un’altra giornata di sciopero per venerdì 10 agosto, nel bel mezzo dell’esodo estivo. A rischio ci sono 140 voli che la compagnia potrebbe essere costretta a cancellare. E’ il secondo sciopero nel giro di 15 giorni, il primo tra il 25 e il 26 luglio scorsi che ha lasciato a terra l’85% dei passeggeri che avevano comprato un volo in quei giorni.

Venerdì il rischio è per tutti i passeggeri che volano nelle direzioni interessate dall’agitazione (cui potrebbero aggiungersi anche Olanda e Regno Unito). La compagnia avrebbe dovuto già rendere noti i voli che subiranno la cancellazione: in ogni caso il consiglio è il fai da te e controllare sul sito della compagnia l’operatività del proprio volo.

E se il nostro volo è stato cancellato?

Se al controllo ci rendiamo conto che il nostro volo è stato cancellato abbiamo diverse chance. Innanzitutto possiamo chiedere alla compagnia il rimborso totale del biglietto oppure di essere imbarcati un volo alternativo non appena possibile o in altra data di nostro gradimento. Tutto questo non impedisce di chiedere un indennizzo monetario, che varia in base alla data della partenza e alla tratta.

Se la compagnia non ha provveduto ad offrire un volo alternativo che ti consente di partire non più di un’ora prima dell’orario previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di due ore dopo l’orario d’arrivo previsto, è possibile chiedere un indennizzo pari a:

  • 250 euro, per le tratte inferiori a 1500 km;
  • 400 euro, per le tratte intra-Ue superiori a 1500 km e per le tratte comprese tra 1500 e 3500 km;
  • 600 euro, per voli intra-Ue superiori a 3500 km.

Se la compagnia non ha provveduto ad offrire un volo alternativo che consente di partire non più di due ore prima dell’orario previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di quattro ore dopo l’orario d’arrivo previsto, si può richiedere un indennizzo pari a:

  • 250 euro, per le tratte inferiori a 1500 km;
  • 400 euro, per le tratte intra-Ue superiori a 1500 km e per le tratte comprese tra 1500 e 3500 km;
  • 600 euro, per voli intra-Ue superiori a 3500 km.

Se la compagnia offre di partire tra più di 15 giorni, non si ha diritto ad alcun indennizzo.

Lo sciopero? Non è evento eccezionale

Vale la pena ricordare la recente sentenza della Corte di giustizia delle comunità europee che ha fornito un orientamento utile nelle cause che vedono coinvolte le compagnie aeree. Queste spesso ritengono che lo sciopero dei piloti sia un evento eccezionale e per questo non darebbe diritto al rimborso ai passeggeri che vedono cancellato il proprio volo. Secondo la Corte Ue, lo sciopero dei piloti non rientra in questa fattispecie perché le compagnie conoscono sempre con largo anticipo le date dell’agitazione. Dunque, via libera al risarcimento per i passeggeri. Tra l’altro proprio nei giorni scorsi un giudice di pace del Lussemburgo ha ribadito questo orientamento. Pronunciandosi in una causa tra alcuni passeggeri che avevano subito la cancellazione del volo Lufthansa, il giudice ha dato torto alla compagnia applicando lo stesso principio.