Salmone, merluzzo e pangasio surgelato: tra parassiti, listeria e acqua si salvano in pochi

Listeria, parassiti e troppa acqua. Non fa sconti davvero KTipp, la rivista dei consumatori svizzeri nel test realizzato dal laboratorio specializzato di Cuxhaven su 15 diversi confezioni di filetti di pesce congelati. A finire sotto la lente degli analisti merluzzo, salmone e pangasio.

LE INFESTAZIONI DI ANISAKIS

In particolare in 6 confezioni su 15 è stata accertata un’infestazione di parassiti Anisakis. Si tratta di un piccolo parassita nematode che abita le viscere dei pesci e sta parassitando sempre più specie: sgombri, acciughe, sardine, merluzzi. Soprattutto se il pescato rimane per molto tempo senza essere refrigerato e viene manipolato male, l’anisakis può migrare dall’intestino alla parte muscolare del pesce, quella che mangiamo.

Una volta ingerito può dare nausea, vomito, dolori addominali, febbre. Nel caso di infezioni croniche, si sviluppa una vera e propria infiammazione degli organi, milza, fegato e tratti intestinali che possono degenerare anche in perforazioni intestinali. In questo caso si deve agire chirurgicamente. Con sintomi netti: violenti dolori addominali e febbre altissima.

Problemi e fastidi che possono venire sia dal consumo del pesce crudo che di quello marinato o affumicato a basse temperature.

I consumatori non devono aver paura di ammalarsi, spiega KTipp, perché nei cibi surgelati, questi vermi vengono uccisi.

Molti i salmoni selvaggi infestati da questi piccoli vermi, compreso un prodotto di Aldi che osserva: “Il salmone selvatico è raramente completamente privo di nematodi.”

Penalizzato per lo stesso motivo anche un campione di merluzzo Lidl. Il discount ha replicato al mensile ricordando  che tutti i requisiti legali sono soddisfatti. L’azienda scrive: “La confezione indica chiaramente che i prodotti devono essere consumati cotti.”

IL PESO DELL’ACQUA

Penalizzati da KTipp anche i filetti con troppa acqua e basso contenuto proteico. Campioni del genere diventano estremamente morbidi e spugnosi dopo lo scongelamento e perdono molta acqua quando riscaldati. Secondo il mensile svizzero se il contenuto di acqua rispetto a quello di proteine supera un certo valore, è probabile che il pesce sia stato pompato d’acqua. Così i produttori possono vendere il filetto più pesante e guadagnare di più. Tra i prodotti valutati negativamente in questa prova il filetto di merluzzo di Findus (non si tratta dello stesso brand italiano, Findus in Svizzera è un marchio Nestlé, mentre Findus Italia è un marchio Nomad Food).
L’azienda ha commentato difendendo i suoi prodotti: “Negli ultimi anni non ci sono state lamentele da parte dei consumatori”, ha spiegato a KTipp.

PERICOLO LISTERIA

La Listeria è stata trovata viva dopo lo scongelamento di cinque filetti di pesce. Per legge, i prodotti possono essere venduti perché non sono destinati al consumo a crudo e la cottura è in grado di ucciderli. Il rischio, però, è doppio: il primo pericolo è che ci sia chi magari approfitta di un filetto surgelato per effettuare una semplice marinatura, senza cottura e può rischiare la tossinfezione. Il secondo rischio è che maneggiando i filetti si possa dare luogo a una contaminazione crociata in cucina, contaminando altri alimenti.