La verdura fa male (e fa ingrassare)

“La verdura fa male (e fa ingrassare). Con questo titolo si apre il servizio che troverete in edicola sul Salvagente, dedicato all’analisi delle diete del momento. La Ducan, la Lemme, la Tisanoreica, la Paleodieta e, naturalmente, la Plant Paradox, la dieta delle star californiane a cui ri riferisce il titolo, arrivata in Italia al seguito del bestseller di Steven R. Gundry che abbiamo intervistato per capire cosa c’è dietro la lectina, proteine che le piante producono per difendersi dai predatori, uomo compreso, che sarebbe nemica giurata del nostro giro vita e della salute.

Potete leggere il contenuto delle valutazioni, effettuate per noi da Giorgio Calabrese e Andrea Ghiselli. E se invece puntassimo tutto sull’equilibrio e la smettessimo con le varie mode del momento? Non sarà la dieta del limone e nemmeno una fetta di ananas a salvarci dagli eccessi della vita sedentaria e dai troppi aperitivi con amici, ma solo l’attenzione e la cura verso il nostro corpo e verso la nostra testa (e anima). Gli antichi (non gli antenati nel paleolitico, ma i greci) dicevano “mens sana in corpore sano” e allora, senza farla troppo difficile e magari senza nemmeno spendere soldi, forse è possibile sentirsi bene con noi stessi e con il nostro corpo semplicemente camminando.

Da cinque anni a questa parte ho fondato un gruppo di camminatori, si chiama “Cervia Bell’Italia” (ebbene sì, ho la fortuna di vivere sul mare) e si basa su alcune regole semplici: la voglia di stare con gli altri, di godere del bello che la città propone in ogni stagione e di fare un’attività fisica settimanale accessibile a tutti. Abbiamo così scoperto che la camminata veloce condivisa con gli altri aiuta noi stessi, la comunità e l’ambiente.

Camminare consente infatti di vedere i luoghi da un punto di vista diverso. E allora si scoprono le insegne, si vedono i marciapiedi (anche quelli rotti o non adatti ai disabili), si scoprono piste ciclabili e sentieri non percorsi. Si cambia punto di vista, il che fa allargare il cervello. Se lo si fa in gruppo, poi, non si sente nemmeno la fatica e pian piano si scopre una nuova socialità basata su un sodalizio semplice: camminare, dialogare, sorridere.

La prima regola d’oro per il giusto equilibrio è infatti quella di camminare tanto, sorridere, stare con le persone a cui vogliamo bene e amare. Sembra semplice a dirsi, più complicato a farsi, soprattutto se si vive in città, in mezzo al traffico e allo smog. Ogni grande città, però, comprese Milano e Roma, è ricca di parchi e di zone nelle quali si può mettere un piede davanti all’altro. La camminata veloce è uno sport che possono praticare tutti. Non servono grandi investimenti, solo un paio di scarpe adatte al terreno e che non affatichino troppo i piedi (le articolazioni e la schiena). Oggi abbiamo tutta la tecnologia necessaria, cellulari, braccialetti, app, per controllare in tempo reale il nostro cuore e il nostro stato di salute, ma forse vale la pena di spegnerli tutti e di lasciare solo che le gambe vadano.

Camminare almeno una mezz’ora al giorno fa bene al corpo e alla testa, perché libera endorfine (uno dei motivi per cui quando facciamo sport ci sentiamo meglio è perché in effetti il corpo si auto-droga di benessere, un po’ come mangiare un pezzetto di cioccolata quando siamo di malumore), farlo per quaranta minuti induce l’organismo a bruciare le riserve e giorno dopo giorno il girovita si assottiglia un po’ di più, proprio mentre i muscoli delle gambe, delle cosce e dell’addome diventano più tonici. Naturalmente a giovarne è tutto il sistema cardio-circolatorio, perché impariamo a respirare di più e meglio, a tutto vantaggio del cuore. E si bruciano anche calorie (dalle 300 alle 600 in base a peso e altezza per un’ora di camminata veloce). Semplice, no?