Salmone, uno su tre è inquinato da etossichina

Lo troviamo in tutti i supermercati e in tutte le forme: dai  piccoli tranci ai filetti interi, dalle fettine alle confezioni famiglia, selvatico o d’allevamento, convenzionale o biologico. Insomma, il salmone è ormai una pietanza molto diffusa sulle nostre tavole e ancora di più in questo periodo dell’anno quando diventa un ingrediente perfetto per molti usi, dagli antipasti, ai secondi piatti. I colleghi di A Bon Entendeur hanno analizzato 18 campioni di salmone acquistabile in supermercati svizzeri alla ricerca di etossichina, un antiossidante sospettato di essere genotossico e cancerogeno. La dose giornaliera accettabile di etossichina per un adulto di 70kg è di circa 350 microgrammi. Sei prodotti su 18 superano la dose massima per un adulto. (continua dopo l’immagine)

I peggiori tre prodotti, lo vedete bene nell’immagine qui sopra, superano di molto la dose massima giornaliera di etossichina e non è certo una buona notizia. L’etossichina è stata vietata dall’Ue per il consumo umano ma entra ugualmente nella filiera alimentare perché – per quanto paradossale possa sembrare – è autorizzata nell’alimentazione animale. Soprattutto nei mangimi realizzati a base di farine di pesce, ovvero quelli di cui si cibano tutti i salmoni di allevamento (la maggior parte di quelli presenti sul mercato). Dunque, è plausibile, che risultati simili si possano trovare anche in prodotti in vendita in Italia. I migliori, invece, lo sono per davvero e non presentano alcuna traccia della sostanza sospetta. Tra l’altro in cima alla classifica c’è un prodotto, Lidl, che possiamo acquistare anche nel nostro paese.