La Svizzera tenta il via libera ai pesticidi: per il glifosato proposto un tetto 1.200 volte più alto

Tollerare una quantità di glifosato nelle acque 1200 volte più alta di quella attuale.

È una delle ipotesi di revisione dell’ordinanza sulla protezione delle acque svizzere che sta agitando i cittadini elvetici.
Introdotta nel 1998, l’ordinanza sulla protezione delle acque stabilisce i requisiti per una qualità dell’acqua ottimale in Svizzera. In particolare, assicura che le sostanze che finiscono nelle acque superficiali a causa delle attività umane non danneggino l’ambiente. Impedisce inoltre che l’acqua corrente fornita alla popolazione da fiumi, laghi e acque sotterranee venga sottoposta a un trattamento pesante per diventare potabile.
Il 22 novembre, come ha svelato Bon à savoir, mensile dei consumatori svizzeri, il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni ha la consultazione di un cambiamento di questa ordinanza, che entrerà in vigore il 1° novembre 2018. Se fino ad ora, tutti i pesticidi erano autorizzati fino a 0,1 microgrammi (μg) per litro di acqua, con la modifica verrebbe fissato un limite individuale per 38 sostanze. E in 25 casi, questo limiti è più alto di prima. Eclatante l’esempio proprio del glifosato che sarebbe autorizzato fino a 120 μg/l, 1200 volte di più di quanto ammesso in passato.

“Un ritorno a 30 anni fa”

Nathalie Chèvre, tossicologo ambientale presso l’Università di Losanna e specialista microinquinanti, spiega a Bon à savoir che si tratterebbe di un “ritorno indietro di 30 anni” in termini di protezione delle acque. Secondo la Chèvre, un rischio concreto, tanto più che ogni sostanza è stata considerata singolarmente, senza tener conto degli effetti combinati (il famoso effetto cocktail). Per le altre sostanze – come il metalaxil fungicide con un aumento di valore consentito di 200 volte – non sarebbero tutelati gli organismi più sensibili. Infine, alcuni antibiotici sono tollerati fino a 30 μg/l, mentre i rischi di sviluppare resistenza agli antibiotici sono ancora in gran parte sconosciuti.

Cattivo segnale

Aumentare i valori limite non significa necessariamente che l’acqua diventerà più inquinata. Ma secondo Nathalie Chèvre, il segnale è sbagliato: ora, quando i Cantoni trovano un eccesso di valori fissi, devono trovare la causa e adottare misure volte a migliorare la qualità dell’acqua – ad esempio, chiedere di ridurre l’uso di un particolare pesticida. Ovviamente, l’aumento delle soglie sarà accompagnato da una diminuzione del numero di sforamenti, ma anche degli interventi per limitare i fitofarmaci.