Dopo il fipronil analisi su altri 10 pesticidi nelle uova. E spunta l’invermectina

Dopo il fipronil scatta la caccia ad altri 10 pesticidi nelle uova

Non si fermano i ritiri e i sequestri di uova al fipronil in Italia e il lavoro degli Istituti zooprofilattici (soprattutto quello di Roma sulle uova e quello di Teramo sulla carne) prosegue in una sorta di lotta contro il tempo per cercare di togliere dal mercato i prodotti contaminati.

Una mole di analisi e controlli ingente che, come aveva già anticipato il Salvagente, è destinata ad ampliarsi all’inverosimile. Segno che si sta finalmente decidendo di fare pulizia in un mercato che l’ultima crisi ha dimostrato più che opaco. Con un problema, però, non da poco per i servizi veterinari, come quello italiano, che non potranno limitarsi alle analisi dei prodotti finiti ma saranno costretti a ispezioni negli allevamenti.

Da quanto risulta al Salvagente, la richiesta della Commissione europea agli Stati membri di un piano di monitoraggio ad hoc per il settore delle ovaiole in allevamento, sulle uova e sulle carni di ovaiole al mattatoio, per la ricerca anche di altri potenziali antiparassitari contaminanti si è fatta più chiara e indica il controllo di almeno 10 insetticidi diversi che si vanno ad aggiungere a fipronil e amitraze.

Tra questi ci risulta ci sia anche l’invermectina.

Di cosa si tratta? Di una classe di antiparassitari ad amplissimo spettro molto utilizzata (le avermectine), in grado di uccidere 85 specie diverse di parassiti dei mammiferi domestici, del pollame, dei pesci e delle piante. Il pericolo di questi pesticidi, è legato innazitutto alla lunga persistenza e agli effetti nell’ambiente. Escrete soprattutto con le feci degli animali sottoposti a trattamento, restano nell’ambiente per settimane e perfino per alcuni mesi dove divengono un pericolo per numerose specie di invertebrati.

Nel caso del consumo umano, invece, il rischio è legato soprattutto alla natura lipofila che le fa accumulare nei grassi e dunque nell’organismo.