Yogurt al pistacchio 0% di grassi Muller: i conti non tornano

Yogurt al pistacchio 0% di grassi. È uno dei nuovi prodotti Muller che già dall’immagine sulla confezione mostrano dei bei pistacchi interi ed invitanti e insieme il claim 0% grassi, ed infatti nella tabella composizionale del prodotto troviamo 0,2 g di grassi totali per 100g (ossia 0,25 g per vasetto di yogurt, 125 g, di cui saturi la metà 0,125).

Mi sorge un dubbio, visto che la frutta secca è nota per lo più per il suo contenuto di grassi monoinsaturi e polisanturi. Ma quanti pistacchi ci sono dentro questo yogurt?

I conti (sui pistacchi) non tornano

Secondo la banca dati dell’IEO, 100 g di pistacchi ha un contenuto di grassi totali 48,4 g, di cui (6,13 di saturi. 32, 67 di monoinsatutri g, 17,32 polinsaturi), significa che se nello yogurt ci fossero 10 g di pistacchi, avremmo circa 4,8 g  di grassi per 100g, se ce ne fossero 5 g, 2,4 g  di grassi, se ce ne fossero 2,5 g, i grassi sarebbero 1,25 g. Come fa questo  yogurt, che per quanto scremato ha un po’ di grassi ad essere 0% grassi e contenere pistacchi?

Guardando attentamente l’etichetta si legge in realtà che c’è una preparazione a base di pistacchio, fatta principalemnete di acqua, zuccheri  e purea di pistacchio 0,7% pistacchio ( 0,7 g in 100g, neanche un grammo, meno di un pistacchio).

Troppi zuccheri nel vasetto

Renata Alleva ha un blog che aggiorna costantemente su alimenti, nutrizione, genitori e bambini. È laureata in Scienze Biologiche nel 1990, con una tesi su l’ obesità infantile. Nel 1991 vince il concorso per un dottorato di ricerca in Biochimica presso l’Università di Bologna e ne consegue il titolo nel 1995, con una tesi che ha come argomento lo studio delle lipoproteine plasmatiche. Durante il Dottorato di ricerca ha trascorso un periodo di attività di ricerca presso l’Istituto di Tecnologia e Fisiologia degli Alimenti dell’Università di Granada (Spagna), e successivamente nel 1996 vince una borsa post-dottorato e svolge gran parte dell’attività di ricerca presso la Biochemistry Unit dell’Hearth Research Insitute di Sydney (Australia), diretto dal Prof Roland Stocker, poi ad Aberdeen ( Scozia), presso il DNA Instability Group, del Rowett Institute diretto dal Prof. Andrew Collins e ad Amburgo (Germania), presso il dipartimento di Biochimica dell’Università di Medicina diretto dalla Prof. Ulricke Beisigel. Rientrata in Italia, dal 1999 è ricercatore a contratto presso l’ IRCCS Rizzoli di Bologna e collabora con l’Apoptosis Research Group, School of Medical Science (Griffith University, Gold Coast Australia), diretto dal Prof. Jiri Neuzil. Nel 2004 consegue un Master di II° Livello in Nutrizione Clinica presso l’Università di Siena nel 2005 vince il concorso per il corso di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione e nel 2009 consegue il titolo di specialista, presso l’Università di Siena. Nel 2004 inizia ad esercitare la professione di Nutrizionista. È autrice di circa 50 lavori internazionali e capitoli di libri con un impact factor di 131.49, in argomenti che riguardano Alimentazione, Integratori, Nutrigenomica, Stress Ossidativo e tumori. Relatrice in convegni nazionali e internazionali, e corsi ECM, ha vinto 3 premi nazionali come migliore comunicazione e collabora con varie testate giornalistiche. E’ impegnata da anni nella promozione della salute attraverso i corretti stili alimentari con particolare attenzione all’Agricoltura Biologica, ed ha partecipato come relatore a cicli di incontri presso scuole materne, medie inferiori e superiori, associazioni private, e corsi di aggiornamento ECM. E’ rewier per riviste scientifiche internazionali, British journal of Nutrition, European Journal of Nutrition, Toxicology in vitro. Negli ultimi anni si è interessata al ruolo dei pesticidi sulla salute umana e ha partecipato come relatore a diversi convegni informativi sul tema. E’ presidente della sezione provinciale dell’ISDE ( associazioe medici per l’ambiente) di Ascoli Piceno e membro del PAN (Pesticide Action network) Italia.

Studiandolo attentamente il prodotto è caratterizzato da una quantità di carboidrati totali esagerata, di cui gli zuccheri semplici sono per 100 g, 15,4 g, che per porzione (un vasetto) sono ben 19,37g. Se pensiamo che l’OMS ha abbassato la quantità giornaliera consigliata di zuccheri aggiunti al giorno a 20 g di, proprio per gli effetti sulla salute, con questo yogurt abbiamo esaurito la razione giornaliera. In più, se pensiamo che un biscotto medio integrale ha 20g di zuccheri in 100g, ma in media una porzione è circa 30-40g al massimo, si deduce che è più dietetico mangiare i biscotti oltre che essere più saziante, per le presenza di fibre. Eppure nella percezione delle persone mangiare yogurt è più sano, se poi c’è la frutta secca!!!

Questo per spiegare che il claim 0% grassi non significa poco calorico, anzi: la presenza di soli zuccheri in assenza di grassi aumenta solo la velocità di ingresso degli zuccheri nel sangue, procurando un aumento della glicemia, inibita anche dalla presenza di proteine, che però in questo caso sono circa  cinque volte meno rispetto agli zuccheri.

Come ti simulo il pistacchio

Cosa è presente per simulare il pistacchio? Il colorante E141 di origine naturale perché derivati dalla clorofilla, perché nell’immaginario comune la presenza di pistacchio da un colore verde, ma in realtà il pistacchio naturale e non il colorante dà una colorazione al preparato meno invitante e brillante di un beige chiaro. La presenza di aroma, che è chimico, non naturale ove non specificato, dà il sapore di pistacchio che in realtà non c’è.

I “claim”: oltre agli altri, il prodotto vanta che è senza aspartame, ma non per questo è salutare! Pieno di zuccheri (anche il destrosio è uno zucchero) avete capito che non è una gran scelta.