Glifosato e micotossine: perché il Ceta minaccia la nostra pasta

La guerra di Troia è da sempre associata nei nostri ricordi giovanili al “Cavallo di Troia” e alla sua funzione di aggirare una difesa impenetrabile per distruggerla poi dall’interno.

Il nostro grano duro italiano è da sempre stato considerato uno dei migliori grani, è stato sviluppato negli anni fino ad avere oggi nuove varietà adattate ai diversi scopi, spesso nipoti del nostro grano antico. La scelta di importare volumi sempre maggiori di grano duro, specie da aree diverse dalla nostra come è il caso del Canada, risponde molto bene a delle necessità economiche, tecnologiche e talvolta di quantità per pastificare.

I due “trojan” infiltrati nella nostra filiera

Purtroppo a questi vantaggi si associano anche dei “trojan” che, una volta penetrati nella filiera alimentare, devono essere valutati, controllati e monitorati. Il nostro clima per ragioni ecoambientali non permette una facile crescita delle muffe e questo comporta anche un minore rischio di introdurre delle micotossine, quali il Don ad esempio, nel nostro organismo. Inoltre, il nostro Sole e le nostre temperature medie facilitano un raccolto senza l’ausilio ad esempio del glifosato che è invece ancora permesso in paesi come il Canada o gli Stati Uniti. Un grano, di qualunque provenienza, che introduca un eccessivo quantitativo di micotossine e/o di glifosato rappresenta un maggiore rischio per la salute pubblica e in particolare per i più piccoli che spesso sono esposti maggiormente per l’abuso di merendine o di prodotti da forno.

L’azione sinergica delle due molecole minaccia l’intestino

L’azione delle due molecole va investigato perchè potrebbero agire in sinergia andando a infiammare e a danneggiare la mucosa intestinale con danni anche rilevanti. Il grano made in Italy sia per il clima più sfavorevole alla presenza delle micotossine, sia per il divieto che il governo ha adottato per l’uso del glifosato in campo, rappresenta un prodotto che accomuna il vantaggio di essere più controllabile, filiera corta, più sicuro, meno micotossine e assenza per legge del glifosato, più etico, per il supporto all’economia dei nostri agricoltori, e potrebbe destinarsi tutto alla pastificazione con buoni risultati.

Attenti a barattare i profitti con la salute

Laddove fossero necessari delle integrazioni di grano duro da importare, i controlli su questi grani vanno fatti considerando i nostri limiti per le micotossine, che andrebbero ulteriormente abbassati per i consumatori italiani che mangiano circa 24 kg all’anno a persona di pasta, e impedendo al cavallo di Troia di introdurre in Italia del glifosato.

L’accordo Ceta con il Canada può essere e sarà senz’altro una fonte di nuove opportunità per tutti, ma non si possono mettere in cambio del profitto o di accordi commerciali sull’altro piatto della bilancio la nostra salute, la sicurezza e la salubrità dei nostri prodotti e la nostra politica agraria economica.