Addio ad Equitalia, ma nelle cartelle esattoriali l’aggio resta

Rimpiangeremo Equitalia? Seppur assurdo, potrebbe essere così. All’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dello statuto del nuovo ente “Agenzia delle entrate – Riscossione” (che da domani 1 luglio prende il posto di Equitalia), non sembra esserci molto da festeggiare.
La continuità tra vecchio e nuovo ente è stata ampiamente garantita, sia in termini di personale (passato in blocco dall’uno all’altro soggetto, con non pochi dubbi di legittimità costituzionale) che di modalità d’azione.

L’AGGIO RESTA

Ma soprattutto, chi sperava di veder finalmente sparire l’aggio, cioè la percentuale (oggi il 6%) dovuta a Equitalia per la sua attività di riscossione, resterà deluso. Resta lì dov’è e continueremo a pagarlo.

Se questo poteva avere un senso con riguardo all’azione di Equitalia, formalmente un soggetto privato (una S.p.a. per la precisione), come si può accettare ora che la riscossione passa totalmente in mano pubblica? Il nuovo ente, operativo da domani, è infatti un ente pubblico economico.

Per eliminare definitivamente l’aggio servirebbe un intervento legislativo, e questa poteva essere l’occasione giusta per intervenire. Ma non sembra esserci volontà politica in questo senso.
L’art 11 dello statuto del nuovo ente di riscossione ribadisce, infatti, che gli oneri di riscossione sono dovuti anche alla nuova struttura.

ANAGRAFE TRIBUTARIA CONSULTABILE DAL NUOVO ENTE

Altra novità che potrebbe trasformare l’Agenzia delle entrate – Riscossione nel nuovo incubo dei contribuenti italiani, è la possibilità che il nuovo ente ha di accedere a tutte le banche dati e alle informazioni già in uso all’Agenzia delle entrate (Equitalia non poteva farlo). Potrà ad esempio consultare le banche dati dell’Inps e del fisco, ottenendo informazioni sui rapporti di lavoro, su consistenza e saldo del conto corrente, su beni e altri redditi posseduti dal contribuente.

I sostenitori della svolta sostengono che così l’azione di riscossione sarà più efficiente e mirata, ma c’è chi teme un ennesimo inasprimento. Staremo a vedere.

CARTELLE PENDENTI, NON CAMBIA NULLA

Nell’immediato, comunque, per quel che interessa i cittadini nulla cambia per le cartelle pendenti: chi ha debiti in corso con Equitalia (multe, tasse e tributi locali, bollo auto) dovrà semplicemente saldarli con il nuovo ente. Anche i piani di rateizzazione eventualmente in corso non subiranno alcuna modifica.

Restano invariate le sedi degli sportelli, ma a partire da lunedì 3 luglio i contribuenti troveranno il nuovo logo e la nuova modulistica. Cambia anche il portale internet, che sarà raggiungibile all’indirizzo www.agenziaentrateriscossione.gov.it, mentre rimane invariato il contact center 06.0101 che fornisce consulenza e informazioni agli utenti.

DIPENDENTI: DA PRIVATI A PUBBLICI SENZA PASSARE PER UN CONCORSO

In ogni caso, restano aperte altre rilevanti questioni che potrebbero avere in futuro delle ricadute sui contribuenti.

Innanzitutto il nuovo agente della riscossione è un ente pubblico (Equitalia era una s.p.a.), per cui il personale che migra compatto (mantenendo la stessa posizione giuridica ed economica) nel nuovo ente, si trasforma con un colpo di bacchetta magica da dipendente privato a dipendente pubblico, in pieno sfregio alla norma costituzionale (art. 97) che prevede l’espletamento di un concorso pubblico per accedere a una pubblica amministrazione. E quindi, questi funzionari da domani firmeranno atti, notifiche e cartelle (dando loro il sigillo dell’ufficialità pubblica) con il rischio che un giorno possa intervenire la Corte Costituzionale a far decadere tutto (funzionari e atti).

POCA TRASPARENZA

Altra forte perplessità riguarda il rapporto con la stessa Agenzia delle entrate: c’è una sovrapposizione di ruoli che non fa proprio ben sperare in termini di garanzia del cittadino.

Intanto, il direttore dell’Agenzia delle entrate è il presidente dell’Agenzia delle entrate – Riscossione. E si tratterebbe di Ernesto Maria Ruffini.

Inoltre, i rapporti con l’Agenzia delle entrate per i servizi prestati e per la condivisione delle banche dati, sono regolati convenzionalmente” (Ruffini farà accordi con sé stesso?)

Infine, controllore e controllato coincidono, dato che, a norma di statuto, “ai fini di assicurare la massima trasparenza e pubblicità, l’attività di riscossione svolta dall’Agenzia è soggetta a monitoraggio da parte dell’Agenzia delle entrate”.