La Fda si rifiuta di mettere al bando il perclorato negli alimenti per neonati

Negli Stati Uniti sarà ancora possibile utilizzare il perclorato nell’imballaggio degli alimenti destinati ai bambini. La Food and drug administration non ha preso in considerazione una petizione che chiedeva di mettere al bando la sostanza chimica utilizzata nel packaging di cereali di riso, farina e spezie.

Che cos’è il perclorato

Il perclorato è un contaminante chimico che viene rilasciato nell’ambiente sia da fonti naturali che da attività produttive. Il rischio è che possa pregiudicare lo sviluppo celebrale dei bambini. Sembra comunque che la causa principale e maggiormente diffusa di contaminazione sia dovuta, più che alle emissioni industriali, all’uso di fertilizzanti naturali come il nitrato di sodio che essendo assorbito efficacemente dall’apparato radicale delle piante può portare a concentrazioni elevate del composto in frutta e verdura. E infatti, la valutazione del rischio condotta dall’Efsa nel 2014  – e riaggiornata un anno dopo – prende in considerazione proprio la contrazione massima di perclorato nelle verdure a foglia.  Gli esperti dell’Agenzia hanno stabilito che la dose giornaliera tollerabile (Dgt) di perclorato è di 0,3 microgrammi per kg di peso corporeo. A breve sarà presa in considerazione anche l’impostazione dei livelli massimi per il perclorato negli alimenti.

L’uso di perclorato come additivo

Negli Stati Uniti, la Fda ha autorizzato l’impiego di perclorato anche come additivo, in particolare l’industria la utilizza nella plastica degli imballaggi. Secondo le organizzazioni sanitarie e ambientali che hanno chiesto alla Fda di mettere al bando la sostanza, il perclorato contenuto negli imballaggi migra negli alimenti. Una circostanza, questa, che lo studio su cui si è basata l’autorizzazione all’uso negli imballaggi negava ogni forma di migrazione.