Scandalo “carne fraca”. Ue, Corea e Cina chiudono alla carne brasiliana

La Commissione europea ha fatto sapere oggi che sta monitorando le importazioni di carne dal Brasile e che tutte le imprese implicate nel maxi-scandalo “carne fraca” (carne debole, letteralmente) hanno subito un embargo temporaneo.
Enrico Brivio, portavoce della Commissione, non ha voluto fare i nomi delle imprese coinvolte, ma ha confermato la sospensione dell’esportazione per le aziende implicate nelle indagini.
L’operazione “carne flaca” ha impegnato in Brasile più di 1.000 poliziotti e ha portato alla luce un affare enorme di tangenti ai politici e la presenza di carne di bovino trattata con diverse sostanze chimiche per evitare che ci si accorgesse dello stato pessimo di conservazione, gonfiata con acqua, in qualche caso (come nel caso di quella di pollo) addirittura additivata di carta.
I funzionari ricevevano tangenti per permettere la vendita di alimenti adulterati, immessi sul mercato con certificati sanitari irregolari.
Sei delle ventuno aziende finite nell’inchiesta producevano per l’esportazione.
Secondo il portavoce della Commissione europea, gran parte della carne adulterata era di pollo.
Anche Cina e Corea del Sud hanno sospeso le importazioni dalle aziende incriminate in Brasile.