Spaghetti, micotossine e glifosato. Granoro e Voiello: la nostra pasta è italiana al 100%

“Possiamo assicurare con la massima serenità che il grano utilizzato nella produzione della Pasta Granoro Dedicato 100% Puglia è ottenuto da filiera costituita da operatori esclusivamente pugliesi e controllata da uno dei più prestigiosi enti certificatori internazionali”. Michele Torelli è il responsabile del controllo qualità dell’azienda di Corato, in provincia di Bari, e sulla credibilità delle analisi condotte da GranoSalus ha molti dubbi: “Abbiamo chiesto di conoscere il nome del laboratorio, la metodica utilizzata e il numero di lotto per fare delle controanalisi ma la nostra richiesta è rimasta inascoltata”.

I contaminanti non indicano una materia prima straniera

Le analisi di GranoSalus, riportate ieri dal Salvagente, pur senza nomi, in attesa di avere le repliche dei produttori coinvolti, hanno evidenziato la presenza di bassissime quantità di deonissivalenolo, cadmio e glifosato. Secondo chi le ha commissionate indicano la provenienza estera del grano.

Non è convinto Torelli: “Il Don è una micotossina e può essere presente anche nei grani italiani se l’annata è stata particolarmente umida. In ogni caso, la quantità è ben al di sotto sia dei limiti di legge (750 ppb) che di quelli previsti dal disciplinare della regione Puglia, 200 ppb (che Granoro deve seguire per la linea “Dedicato” ndr). Il cadmio, invece, è molto utilizzato nei fertilizzanti e, di conseguenza, può accadere una contaminazione del terreno”. Identica la ragione che giustifica la presenza di glifosato. Spiega Torelli: “Il divieto dell’uso di glifosato vale solo nel preraccolta mentre resta consentito l’utilizzo nella coltivazione delle leguminose e dei pomodori. La rotazione delle colture spiega la possibile contaminazione”.

Stessi macchinari per linee diverse?

Granoro ha due linee di prodotto: una standard e l’altra che si fregia della dicitura “grano 100% pugliese”. E’ possibile che sia avvenuta una contaminazione incrociata dal momento che le due linee escono dallo stesso impianto produttivo? Torelli lo esclude e spiega le sue ragioni così: “Se è vero che utilizziamo gli stesso impianti per le due linee di pasta, è anche vero che tra le due produzioni intercorre un periodo di transizione. Non solo. Lo stoccaggio delle due linee è separato”.

Voiello: 100% grano aureo

Anche da Voiello ci fanno sapere di non avere apprezzato la modalità con cui sono state condotte le analisi e confermano che la pasta è prodotta solo con grano aureo (100% italiano) e che non è possibile che si possa essere verificata una contaminazione incrociata con altre linee produttive. Questa varietà di grano duro unisce un’altissima qualità pastificatoria garantendo quell’eccellenza dei parametri tecnologici e reologici – come contenuto proteico, pari al 15,5% e forza del glutine – che la caratterizzano come “top quality”. Viene seminato – spiegano dall’azienda – principalmente nelle zone vocate alla produzione di grano duro di Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e nel Beneventano per poi essere macinato nel mulino di Altamura. Ed è lavorato da agricoltori selezionati che hanno sottoscritto accordi di coltivazione con il nostro Gruppo.
il grano Aureo 100% italiano ha anche un altissimo valore sociale e ambientale. Coltivato in Italia, senza l’ausilio dell’irrigazione, consente di sostituire il grano di importazione dall’Arizona, con un risparmio annuo di ben 20 milioni di m3 di acqua e una forte riduzione delle emissioni di CO2 pari a -3.500 tonnellate. La presenza di tracce di glifosato riscontrate nei campioni di pasta Voiello sottoposte ad analisi – conclude l’ufficio stampa del Gruppo – non può essere quindi attribuita, come lascia intendere Grano Salus, all’utilizzo di grano di provenienza estera.

Aidepi: così si rischia di fare disinformazione

In soccorso delle aziende e della corretta informazione si è schierata anche l’associazione che riunisce le industrie dolciarie e della pasta. In un comunicato diffuso oggi si legge: “L’operazione di GranoSalus è diffamatoria e crea disinformazione: la presenza di fitofarmaci, tossine e metalli pesanti non è un marker di provenienza geografica e non è escluso che tracce delle sostanze citate possano trovarsi in grani italiani e del Sud Italia. Ed è inaccettabile insinuare che l’industria della pasta italiana miscelerebbe grani fuorilegge con grani a norma. Lo proibisce la legge europea, cui tutti i produttori italiani di pasta si attengono, lo impone la tradizione centenaria dei migliori pastai del mondo”.