Anno nuovo devo buttare la vecchia tv? No, ma attenti al Codec

Dall’inizio del nuovo anno i televisori di vecchia generazione, non abilitati a ricevere il segnale in digitale terrestre di seconda generazione (DVB-T2), non potranno più essere venduti anche se il ministero dello Sviluppo economico ha concesso una proroga ai rivenditori la possibilità di vendere, anche nel 2017, televisori di vecchia generazione, purché abbinati ad un decoder esterno che abbia il tuner DVB-T2 e HEVC. Una deroga, chiesta soprattutto dalla grande distribuzione per smaltire le scorte di vecchi apparecchi ancora in magazzino (purché siano stati immagazzinati prima del 30 giugno 2016).

E chi non ha un televisore abilitato a ricevedere il nuovo segnale? Nessun allarmismo  perché comunque dal 1° gennaio 2017 gli apparecchi non DVB-T2 e non HEVC continueranno a funzionare senza il decoder aggiuntivo perché il passaggio al digitale terrestre di seconda generazione non avverrà prima del 2020.

C’è tempo fino al 2020

La transazione alla nuova tecnologia sarà graduale e i principali canali Rai e Mediaset continueranno ad essere trasmessi in DVB-T per altri 4-5 anni, quindi saranno visibili anche dai vecchi televisori che però potrebbero vedere oscurati già da subito alcuni canali “secondari”. Il problema si pone soprattutto per i televisori acquistati prima del 2010 che già oggi potrebbero non ricevere alcuni canali, tra cui quelli in alta definizione, perché sprovvisti del supporto al codec Mpeg4. Dunque chi possiede un televisore datato potrebbe avere bisogno di acquistare da subito un decoder di seconda generazione in sostituzione di quello che già usa.

Problemi di ricezione

Le tv acquistate dopo il 2010, ma prima del 2014, dovrebbero ricevere tutti i canali, anche quelli in alta definizione, e senza la necessità di collegare un decoder esterno DVB-T2. Questa però non è una regola perché in alcuni casi anche questi apparecchi potrebbero aver bisogno del decoder per ricevere correttamente tutti i canali. Anche per alcuni apparecchi prodotti tra il 2014 e il 2015 potrebbero esserci problemi di ricezione, legati al codec, mentre i televisori prodotti dopo il 2015 dovrebbero supportare sia lo standard DVB-T2 che il codec H265/HEVC.

Codec, il software che “comprime” il segnale

A complicare ulteriormente il quadro, infatti, si aggiunge proprio una confusione sul codec, ovvero sul software che comprime il segnale del digitale terrestre di seconda generazione: alcuni modelli nuovi di Tv Full HD (soprattutto quelli più economici, magari da cucina) potrebbero includere un decoder HEVC a 8 bit invece che a 10 bit. Anche in questo caso il rischio è di comprare un apparecchio venduto come “Televisione del futuro” che tra qualche anno potrebbe non ricevere più nessun canale perché con il passaggio al DVB-T2 tutti le principali emittenti trasmetteranno un segnale HD a 10 bit. Quindi chi non ha un decoder a 10 bit vedrà lo schermo nero.

È proprio l’Agcom che, a conclusione dell’istruttoria sugli standard di codifica obsoleti, precisa che “il formato HEVC a 8 bit (Profilo “Main”) viene considerato solo parzialmente future proof, perché adottabile solo per la Full HDTV senza HDR e WCG”. Chi non vuole rischiare brutte sorprese è bene che controlli anche che il decoder che verranno venduti in abbonata, non sia a 8 bit”.