Falso extravergine, Konsumer: “Pronta nuova denuncia all’Antitrust”

Il lupo perde il pelo ma non il vizio, verrebbe da pensare, ma lui, povero lupo non c’entra nulla, sono semmai i soli noti dell’olio extravergine che in pieno ricorso al Tar per non pagare le multe comminate dall’Autorità della Concorrenza e del Mercato vengono “ripizzicati” in fallo non dai quei “millantatori incalliti” del Test-Salvagente o dagli approfittatori di Konsumer Italia, bensì dalla trasmissione Patti Chiari della tv svizzera Rsi. Nella trasmissione “Lo scivolone degli extravergini”, andato in onda venerdì sera, gli autori hanno sottoposto ad analisi 12 bottiglie di extravergine scoprendo che ben  sei, tra cui Carapelli, Bertolli, De Cecco e Berio, lo erano solo di nome ma non di fatto essendo risultati, dopo ben due prove organolettiche, semplici vergini.

Certo ora diranno che gli svizzeri non son più quelli di una volta, precisi e puntuali, anzi sono extracomunitari alla pari di certi oli d’importazione che, ora attentano l’identità europea. Ma fateci il piacere! Stavolta è un doppio panel qualificato svizzero e toscano, a far tornare di grande attualità un tema di fondamentale importanza per i consumatori di tutta Europa, su un prodotto che è sinonimo di dieta mediterranea: l’olio extravergine di oliva.

Allora cari signori di Carapelli, De Cecco e Bertolli più il nuovo segnalato Berio, non siamo soliti mettere al rogo un marchio solo perché fallisce una prova, siamo soliti fare in modo che chi deve accertare accerti, quindi logico che una nuova segnalazione all’Agcm ci sta tutta, ma il consumatore, anzi al consumatore, potremo mai dire di consumare tranquillamente un vostro prodotto?

Nel corso di un progetto regionale del Lazio abbiamo avuto modo di visitare, e proprio nel periodo della produzione, tanti olivicoltori. Il comune denominatore che ci siamo trovati davanti è stato quello di una produzione infame, scarsa e cara, ma non per questo di minor qualità. Una cura, diremmo, quasi spasmodica per ottenere l’oro verde all’altezza delle migliori tradizioni italiane, prezzi non da supermercati già alla produzione ma colori, sapori ed odori difficilmente paragonabili agli scaffali. Tutti mappati ed inseriti in una app prodotta apposta per loro, Strada facendo strada gustando.

Voi che della grande distribuzione siete monarchi, non credete che il consumatore meriti di più che non un prodotto che non risponde a quanto indicato in etichetta? Non credete che sia davvero ora di aprirvi ad un confronto sereno e costruttivo che punti alla condivisione di parametri di qualità di cui voi siete per ora, gli unici, estensori?

In attesa che l’Autorità faccia il suo lavoro, e che i Nas tornino al supermercato, l’appello è proprio a voi: apritevi ai consumatori per cercare insieme soluzioni che diano vere garanzie a chi acquista un extravergine.