Il portale FlyGo multato dall’Antitrust: si spacciava per Ryanair

Batosta da parte dell’Antitrust per l‘agenzia di viaggi online FlyGo: ben 500 mila euro di multa per pratiche commerciali scorrette. Secondo l’Autorità garante per il mercato e la concorrenza, infatti, il portale utilizzava i nomi di due importanti compagnie aree low cost, Ryanair e Wizzair, per ingannare i consumatori e portarli ad acquistare voli tramite il loro portale.  A presentare l’esposto sono state le due compagnie danneggiata insieme all’Unione nazionale dei consumatari e all0 Sportello europeo del consumatore.

Pubblicità ingannevole

Secondo le informazioni raccolte, l’Antitrust ha condannato il portale per tre tipi di pratiche scorrette: il primo, multato per 230mila euro, è l’utilizzo ingannevole “delle denominazioni “Ryanair” e “Wizzair” all’interno degli annunci pubblicitari diffusi sul motore di ricerca Google tramite il servizio AdWords e nella configurazione grafica, confusoria, dei siti internet collegati a tali annunci”. Utilizzando sito con nomi ingannevoli, come  www.online-wizzair.com e www.online-ryanair.com, pubblicizzati sul popolare motore di ricerca, il portale faceva si che in molte ricerche del sito Ryanair o Wizzair spuntasse tra i primi risultati il link pubblicitario formulato in maniera tale da indurre l’utente a cliccare pensando di finire sul sito della compagnia, e a portarlo in una homepage graficamente simile all’originale.

Costi di gestione nascosti

La seconda pratica sanzionata dall’Authority per 175mila euro, riguarda il ricorso a modalità ingannevoli di presentazione del prezzo dei servizi turistici offerti sui propri siti internet, “caratterizzate dallo scorporo della voce di costo relativa alla quota di gestione dal prezzo inizialmente prospettato, della cui esistenza i consumatori sarebbero informati solo in step successivi del procedimento di prenotazione telematico”.

Assistenza a pagamento

Infine, l’ultima pratica giudicata scorretta e sanzionata con 95mila euro di multa, è “l‘omessa predisposizione di un sistema di assistenza clienti facilmente accessibile, alternativo al numero telefonico a pagamento, anche per i clienti che hanno già concluso l’acquisto telematico dei servizi offerti dal professionista sui propri siti internet”.

L’inutile difesa dell’azienda

L’azienda ha provato a difendersi, sostenendo che “il mercato a cui FlyGo si riferisce è un mercato di consumatori particolarmente attento, trattandosi in larga parte di nativi digitali che utilizzano numerosi comparatori di offerte online e che sono ben consapevoli dei servizi e delle peculiarità offerte dai siti internet di intermediazione turistica che offrono servizi di comparazione dei prezzi”. Riguardo invece i servizi di assistenza a pagamento, FlyGo sostiene che “sarebbe già disponibile per i consumatori un canale di assistenza alternativo al numero telefonico del call center, costituito dall’indirizzo e-mail [email protected] indicato sia nelle condizioni generali di contratto (nella clausola riferita ai rimborsi), che all’interno della sezione dedicata alle cc.dd. “FAQ”. Ma l’Agcom rimanda al mittente la difesa: “Tale strumento di assistenza non risultava di per sé adeguato, essendo accessibile solo attraverso pagine web a consultazione eventuale collegate a specifici link (clausola relativa ai rimborsi delle condizioni generali di contratto – vedi punto 40): circostanza, questa, che rendeva il predetto canale di assistenza non immediatamente fruibile né di facile accesso, come dimostrato dai dati raccolti nel corso dell’istruttoria”.

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