Maschere per capelli: bocciate Neqi, Wella e Herbal Essences

Al rientro dalle vacanze i capelli hanno spesso bisogno di maschere o trattamenti ad hoc per recuperare lucentezza e idratazione. Ma alcuni prodotti contengono sostanze problematiche, come filtri UV interferenti endocrini, conservanti critici e sostanze profumate sotto accusa.  È quanto emerge da un test condotto su 32 prodotti dal mensile tedesco Öko-Test

Dopo le vacanze estive i capelli hanno spesso bisogno di maschere o trattamenti ad hoc per recuperare lucentezza e idratazione. Sono tanti i prodotti sul mercato che promettono di riparare i danni di sole e mare, regalando una chioma più sana. Ma non tutti i prodotti sono promossi a pieni voti. È quanto emerge da un test condotto su 32 trattamenti per capelli dalla rivista tedesca Öko-Test: 19 prodotti ottengono un giudizio “ottimo” o “buono”, mentre alcuni finiscono sotto accusa per la presenza di sostanze problematiche.

Tra filtri UV interferenti endocrini a conservanti allergizzanti: ecco i prodotti peggiori

Tra i prodotti più criticati c’è la Negi Mask Repair Reveal, nel quale è stato individuato l’etilesil metossicinnamato (Ehmc), noto anche come octinoxate. Si tratta di un filtro UV che, secondo il test, viene probabilmente utilizzato per stabilizzare il prodotto. La sostanza è considerata dotata di attività endocrina, cioè può interferire con il normale funzionamento del sistema ormonale. Il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori della Commissione europea (SCCS) ha rivalutato l’Ehmc nel 2025, rilevando proprietà di interferenza endocrina osservate sia in studi sugli animali sia in test su cellule umane. Il filtro, ormai largamente scomparso dai prodotti solari, è inoltre considerato particolarmente dannoso per i coralli. Per la presenza dell’Ehmc, il test penalizza la Negi Mask di due punti e il prodotto finisce in fondo alla classifica.

Un’altra criticità riguarda il clorometilisotiazolinone (Cit), conservante presente nella Negi Mask Repair Reveal e nella John Frieda Frizz Ease Wunder-Reparatur. Il Cit appartiene alla famiglia delle isotiazolinoni ed è fortemente sensibilizzante: può provocare reazioni allergiche. Il suo impiego è oggi fortemente limitato ai cosmetici da risciacquo e in combinazione con il metilisotiazolinone (Mit). Secondo gli autori del test, la presenza di questo conservante è particolarmente discutibile nei prodotti che prevedono tempi di posa fino a 10 minuti, perché aumenta il periodo di contatto con il cuoio capelluto.

Galaxolide, la sostanza sotto osservazione

Ma il test porta alla luce anche una sostanza che interessa da vicino il mondo della profumeria e della cosmetica: il galaxolide, noto anche come hexamethylindanopyran, un muschio sintetico utilizzato per conferire una nota dolce e pulita alle formulazioni.
La sostanza è stata trovata nella Wella Professionals Elements Renewing Mask e nella Herbal Essences Repair all’olio di argan marocchino. Il galaxolide appartiene ai muschi policiclici, composti che possono accumularsi nel tessuto adiposo, ed è considerato potenzialmente dannoso per il fegato. È inoltre tra le sostanze profumanti per le quali è recentemente diventata obbligatoria una specifica indicazione in etichetta.
Il tema più delicato riguarda però la sua possibile classificazione come sostanza tossica per la riproduzione. La Commissione europea sta infatti valutando la classificazione del muschio sintetico nella categoria 1B, riservata alle sostanze considerate presumibilmente tossiche per la riproduzione umana. Se la sostanza dovesse essere inserita nell’elenco delle CMR, cioè cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, il suo utilizzo nei cosmetici sarebbe automaticamente vietato. Una valutazione che, secondo gli autori del test, dovrebbe spingere già oggi i produttori a rinunciare volontariamente al galaxolide. Per la presenza della sostanza, i due prodotti vengono penalizzati di tre punti.

Siliconi in un terzo dei prodotti

Infine, il test segnala la presenza di siliconi in quasi un terzo dei prodotti, compresi alcuni marchi molto noti come L’Oréal e Syoss. Queste sostanze rivestono il capello con una pellicola che lo rende più liscio e lucido, dando un effetto di apparente cura. Secondo il test, però, si tratta soprattutto di un risultato cosmetico e non di una reale azione nutritiva o riparatrice. Alcuni dei composti individuati, inoltre, risultano difficilmente degradabili nell’ambiente.

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