L’odissea per cancellare gli Sms a pagamento della banca

SMS BANCA

Un lettore si accorge dagli addebiti di avere attivo un servizio di alert per spese superiori a 50 euro. Lo disattiva ma gli addebiti continuano. Che fare? Ci aiuta Valentina Masciari di Konsumer Italia

 

Caro Salvagente,

nel luglio 2022 mi sono accorto di addebiti nel mio conto telefonico mobile di 0,16 €. Dopo breve indagine ho scoperto che si trattava del costo di notifiche via SMS da parte della mia banca (BPER) in occasione di spese sulla carta di credito superiori alla soglia di 50 €. In effetti mi arrivavano SMS che mi segnalavano la spesa, e nella stessa giornata compariva l’addebito sull’utenza telefonica di 16 centesimi. Ho disattivato il servizio e ho smesso di ricevere SMS, credendo (erroneamente, come ho poi scoperto) di aver anche interrotto gli addebiti.
Specifico che ho un contratto mobile (chiamate e internet inclusi) con rinnovo mensile e ricarica automatica, per cui non controllo abitualmente la situazione delle mie spese telefoniche, in quanto dovrebbe semplicemente effettuarsi l’addebito mensile e la relativa ricarica.
Nel mese di marzo  ho casualmente aperto l’app del mio gestore telefonico WindTre e, nella sezione relativa al dettaglio costi, scoperto che risultavano presenti numerosi addebiti da 0,16 €, con dicitura “Addebito Servizio Infobanking_BANKAMERICA”. Ho controllato immediatamente sul mio Homebanking BPER, da computer, e il servizio di notifica risultava correttamente disattivato.
Ho immediatamente (10 marzo 2026) contattato la mia filiale BPER (di Centobuchi di Monteprandone), cui ho inviato screenshot delle impostazioni da me visibili sulla plancia del mio homebanking. Il personale della filiale mi ha risposto che l’attivazione o disattivazione del servizio era possibile solo al cliente, tramite la pagina che stavo già osservando e che avevo “screenshottata”, loro non potevano agire in alcun modo. Constatato che a me risultava tutto spento, aprivano un ticket interno di segnalazione. La risposta al ticket, inviatami via foto dal personale della filiale in data 24 marzo 2026, recita testualmente: “ti confermo che lo vedo attivo [i.e., il servizio di notifica] superiore ai 50 € ed essendo una prime lo deve fare il cliente accedendo da PC e non da app cliccando su carte – impostazioni – gestione notifiche SMS”.
Quindi, mi confermano che il servizio è attivo, io pago le notifiche, ma non ricevo alcun SMS e nella pagine personale di Homebanking (esattamente quella indicata nella risposta al ticket, ossia raggiunta selezionando successivamente carte – impostazioni – gestione notifiche SMS) tutto risulta disattivato.
A questo punto ho raccolto più informazioni possibili sugli addebiti, attraverso l’app del mio gestore telefonico. Posso andare a ritroso di soli 6 mesi, e risultano 17 addebiti tra settembre 2025 e marzo 2026. Ho immediatamente inviato una PEC di richiesta a WINDTRE per avere uno storico delle mie spese di notifica anche nel periodo che da luglio 2022 e agosto 2025, ma la loro risposta è che possono fornire queste informazioni solo se richieste dall’autorità giudiziaria, la PEC non basta.
La situazione attuale, ad oggi 3 aprile 2026, è esattamente quella descritta sopra: un servizio di notifica via SMS che a me risulta disattivato nella mia pagina personale BPER, per cui non ricevo alcun SMS sul telefono, ma che alla banca risulta attivo e che mi comporta addebiti ogni volta che con la carta di credito io vada ad effettuare una spesa superiore a 50€. A conferma ho ricevuto un ulteriore addebito in data 01/04/2026 in occasione del passaggio su carta di una rata relativa a una spesa rateizzata.
Vorrei chiedervi, gentilmente, come agire per ottenere un rimborso di quanto truffaldinamente addebitatomi in questi anni dalla banca BPER.
Cordiali saluti
Fabrizio Palestini

 

Caro Fabrizio,

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abbiamo girato la sua vicenda a Valentina Masciari, responsabile utenze di Konsumer Italia. Ecco cosa ci ha risposto.

Innanzitutto, direi di verificare il contratto che il sig. Palestini ha sottoscritto, per capire se era indicato tale servizio a pagamento.

Dovrebbe essere un costo associato ai servizi di banca digitale ma è chiaro che il cliente deve essere sempre adeguatamente informato.

Comunque, sembrerebbe che allo stato attuale abbiano disattivato le notifiche  ma non gli addebiti del servizio, che si attiva superando la soglia di spesa di € 50. Ha chiesto di eliminare questo limite dei 50 euro ad addebito o, lo ha eliminato tramite la sua area personale?

Relativamente al gestore telefonico, cioè Wind, in effetti il limite temporale massimo è di sei mesi, per quanto riguarda il dettaglio del traffico. Per avere visione di periodi maggiori, c’è necessità di una denuncia e quindi l’intervento dell’autorità giudiziaria.

È regola di tutti i gestori.

A questo punto suggerirei di inviare alla banca una PEC per un disconoscimento formale di tali addebiti, soprattutto se attualmente il servizio, come scrive l’interessato, risultadisattivato nella sua Home banking, chiedendo il rimborso di quanto ingiustamente addebitato.

Direi di richiedere riscontri anche sulla modalità di attivazione di questo servizio, perché a quanto scrive il sig. Palestini, non ne era a conoscenza e quindi, non è stata seguita dalla banca una proceduta trasparente. Se la banca continua a non risolvere il problema, si può sempre ricorrere all’ABF, per avereragione delle proprie richieste.

L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema, alternativo alla giustizia civile, per la risoluzione delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche, in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari. Andando sul sito dell’ABF, possono trovarsi tutte le indicazioni per avviare tale procedura online.