
Uno studio cinese su 502 imballaggi in carta e cartone rileva migrazione di Mosh e Moah negli alimenti grassi. Le scatole stampate e senza barriera risultano più critiche. Efsa segnala rischi sanitari, ma mancano limiti per i Mosh
La carta. Anche questo materiale, all’apparenza tra i più naturali nel packaging, è in grado di rilasciare MOSH e MOAH, soprattutto negli alimenti ricchi di grassi. E dietro queste due sigle si nascondono gli idrocarburi di oli minerali (MOH) sempre più sospetti di effetti negativi sulla salute umana.
È questo il risultato di un recente studio cinese che ha preso in esame il rilascio di questi contaminanti da parte di imballaggi comunemente utilizzati per gli alimenti.
Cosa sono Mosh e Moah
Gli idrocarburi di oli minerali (MOH) sono miscele complesse derivate principalmente dalla raffinazione del petrolio greggio, utilizzate per la produzione di lubrificanti, inchiostri e imballaggi, inclusi quelli che entrano a contatto con gli alimenti. I MOH si possono suddividere in due categorie: idrocarburi saturi di oli minerali (MOSH) e idrocarburi aromatici di oli minerali (MOAH).
Come riportato nella Raccomandazione 2017/84 della Commissione europea, “la presenza di MOH nei prodotti alimentari può derivare da contaminazione ambientale, lubrificanti usati nelle macchine per la mietitura e la produzione alimentare, coadiuvanti tecnologici, additivi alimentari e materiali a contatto con i prodotti alimentari”.
Lo studio su 502 imballaggi
Lo studio cinese ha analizzato 502 imballaggi in carta e cartone destinati ad entrare a contatto con gli alimenti, acquistati in supermercati, fiere e negozi online di cinque province della Cina, con lo scopo di quantificare la migrazione di MOSH e MOAH nei simulanti alimentari acidi, acquosi e grassi. I composti sono stati rilevati solamente nei solventi grassi e non in quelli acidi e acquosi, con una migrazione media di MOSH maggiore rispetto a quella di MOAH. Nello specifico, il tasso di migrazione è risultato più elevato nelle scatole di carta e cartone, seguite dai sacchetti e dai pirottini in carta, mentre non è stata riscontrata alcuna migrazione nella carta da forno e nei rivestimenti per vaporiere.
I motivi alla base del maggior tasso di migrazione nelle scatole di carta sono molteplici:
- Sugli imballaggi analizzati erano presenti delle stampe, che rappresentano un’importante fonte di MOSH e MOAH, utilizzati per la produzione degli inchiostri.
- Le scatole non presentavano strati barriera, la cui assenza ha favorito la migrazione dei contaminanti.
- Il tasso di migrazione, inoltre, sembra essere influenzato dal luogo di vendita dei campioni, risultando maggiore in quelli acquistati nei negozi online, seguiti dalle fiere e dai supermercati. I prodotti venduti nelle fiere provengono, generalmente, da piccole imprese, mentre quelli reperibili nei supermercati provengono, di solito, da aziende più note. Nei negozi online, invece, si possono acquistare imballaggi prodotti sia da piccole che da grandi imprese. Secondo i ricercatori “le differenze nella scala di produzione possono portare a variazioni nelle pratiche di controllo qualità, che potrebbero comportare diversi livelli di contaminazione da oli minerali”.
I pericoli di Mosh e Moah
Nel 2012 il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (gruppo CONTAM) dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha riconosciuto i MOSH come composti in grado di accumularsi nel fegato e i MOAH con tre o più anelli aromatici come cancerogeni e genotossici (ovvero in grado di danneggiare il DNA). Per questi motivi, nel 2022, il Comitato permanente europeo per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF Committee) ha fissato i limiti per il contenuto di MOAH negli alimenti in base al loro contenuto di grassi: 0,5 mg/Kg per gli alimenti con un contenuto lipidico ≤ 4% (es. cereali, pane, pasta); 1 mg/Kg per gli alimenti con un contenuto lipidico > 4% (es. cioccolato, pesce, prodotti da forno); 2 mg/Kg per gli oli e grassi puri. Ad oggi, invece, non sono stati ancora stabiliti dei limiti per il contenuto di MOSH nei prodotti alimentari.
I dati presentati dallo studio cinese mostrano una migrazione di MOSH che va da 1,23 a 3,05 mg/Kg e una di MOAH 0,0934-0,569 mg/Kg.
Gli studiosi ritengono che “la presenza di MOH negli imballaggi a contatto con gli alimenti sia particolarmente rilevante nel contesto delle politiche di restrizione della plastica, in cui i materiali a base di carta sono sempre più utilizzati come alternative, con conseguente maggiore esposizione umana”. Aggiungono, inoltre, che “è necessario adottare misure per ridurre al minimo i livelli di MOH negli imballaggi a contatto con gli alimenti” e che “le aziende dovrebbero applicare rigorosi controlli sulle materie prime e dare priorità all’uso di fibre vergini e di inchiostri e adesivi per stampa conformi alle normative alimentari”, valutando, ove necessario, “la possibilità di stabilire limiti di migrazione specifica”.
Queste dichiarazioni sono in linea con quanto affermato dalla Commissione europea. Nella Raccomandazione 2017/84 si legge, infatti, che “è importante organizzare il monitoraggio dei MOH al fine di comprendere meglio la presenza relativa di MOSH e MOAH nei prodotti alimentari”. Questo monitoraggio “dovrebbe riguardare: grassi animali, pane e panini, prodotti da forno fini, cereali da colazione, prodotti di confetteria (compreso il cioccolato) e cacao, pesce, prodotti a base di pesce (pesce inscatolato), cereali destinati al consumo umano, gelati e dolci, semi oleosi, pasta, prodotti derivati dai cereali, legumi secchi, insaccati, frutta a guscio, oli vegetali, nonché i materiali a contatto con gli alimenti utilizzati per questi prodotti”.
Come ridurre l’esposizione
Per ridurre l’esposizione a MOSH e MOAH si possono adottare i seguenti accorgimenti:
- Seguire una dieta varia ed equilibrata per ridurre il rischio di esposizione cronica alla stessa tipologia di contaminanti.
- Non utilizzare contenitori e imballaggi danneggiati, che possono favorire la migrazione di questi composti negli alimenti.
- Prediligere l’utilizzo di imballaggi realizzati con fibre vergini e non con carta e cartone riciclati, i quali possono contenere inchiostri contaminati.
- Conservare gli alimenti in un luogo fresco e asciutto, in quanto le elevate temperature favoriscono la migrazione dei contaminanti.
- Prediligere l’utilizzo di prodotti provenienti da filiere controllate.









