Cloud, l’Italia è il primo paese a mettere una tassa sugli spazi di archiviazione on line

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L’Italia è il primo paese al mondo che impone una tassa sui servizi di cloud storage, gli spazi on line in cui si conservano, foto, filmati, documenti, musica. Il nuovo balzello, approvato dal ministro Giuli, rischia di essere scaricato dai fornitori sulle tasche degli utenti

L’Italia è il primo paese al mondo che impone una tassa sui servizi di cloud storage, gli spazi on line in cui si conservano, foto, filmati, documenti, musica. Il nuovo balzello, approvato dal ministro Giuli, rischia di essere scaricato dai fornitori sulle tasche degli utenti.

Il decreto sull’equo compenso

Il ministro della Cultura ha firmato il decreto che aggiorna le tariffe relative all’equo compenso per le opere audio e video tutelate da diritto d’autore, l’importo forfettario applicato all’acquisto dei dispositivi tecnologici, includendo anche gli spazi di archiviazione in cloud.

Quanto si pagherà: le cifre

Secondo indiscrezioni raccolte da Wired, il compenso mensile per utente calcolato per gigabyte (GB) di memoria equivale a 0,0003 euro fino alla soglia dei 500 gigabyte e di 0,0002 euro per ogni giga aggiuntivo oltre i 500. Con un compenso mensile massimo fissato a 2,4 euro. Non è previsto, invece, alcun importo per archiviazioni fino a 1 Gb. Per dare un’idea, sono 15 centesimi per uno spazio di archiviazione di 500 Gb.

Chi esulta: industria musicale e collecting

Una decisione che fa contenta la Federazione industria musicale italiana (Fimi), il Nuovo istituto mutualistico artisti interpreti esecutori e Siae, che grazie a questa norma hanno incassato 120 milioni di euro solo nell’ultimo triennio, e vedono all’orizzonte un ulteriore accrescimento delle entrate.

Le critiche delle imprese Ict

Al contrario, Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria che riunisce le imprese Ict e dell’elettronica di consumo, definisce le misure anacronistiche e pericolose sia per il mercato sia per i consumatori.

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L’Associazione si dice preoccupata anche per l’aumento generalizzato delle tariffe per la copia privata, che dovrebbe essere di circa il 20%, “misure che rischiano di tradursi in nuovi costi per cittadini e imprese e di incidere sull’attrattività del mercato italiano per gli operatori tecnologici”. L’associazione che rappresenta gli internet provider, Aiip, e Assintel, associazione nazionale delle imprese Ict, sono pronte a fare ricorso e avvertono sul rischio di una doppia imposizione lungo la filiera: “chi ha già versato il compenso su supporti e dispositivi di storage rischia di subire un ulteriore prelievo, questa volta mensile e cumulativo, per la mera disponibilità di spazio cloud”.