Pfas, il Tar Veneto: manifattura Marzotto paghi per la bonifica della ex Miteni

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Il Tar del Veneto ha dato ragione alla Provincia, confermando che anche la “Manifattura Lane Gaetano Marzotto & Figli” dovrà partecipare alla bonifica dello stabilimento ex Miteni, a Trissino, da dove è partita la maxi contaminazione da Pfas

 

Il Tar del Veneto ha dato ragione alla Provincia, confermando che anche la “Manifattura Lane Gaetano Marzotto & Figli” dovrà partecipare alla bonifica dello stabilimento ex Miteni, a Trissino, da dove è partita la maxi contaminazione da Pfas che ha interessato una falda acquifera enorme tra Vicenza, Verona e Padova. Manifatture Marzotto dovrà dunque mettere mano al portafogli così come Eni Rewind, Mitsubishi Corporation e Icig, gli altri gruppi che si sono alternati nel tempo nella gestione dell’impianto industriale.

La decisione del Tar

Alla base della decisione della Provincia, ora confermata dal Tar regionale, la tesi del controllo societario da parte della Manifattura Marzotto sulla Rimar (acronimo di Ricerche Marzotto), che è stata tra i titolari dello stabilimento di Trissino. Dal canto suo, la sociietò laniera, come riporta il Giornale di Vicenza, aveva sostenuto di non avere mai operato nel sito Rimar di Colombara, di avere detenuto una mera partecipazione azionaria indiretta in Rimar. Secondo Provincia e Tar, però, la Manifattura Marzotto è da considerare tra i responsabili della contaminazione del sito Miteni in località Colombara, e dunque deve partecipare alle spese per la bonifica.

I costi di bonifica

Adesso, le aziende che sono state proprietarie di Rimar prima e Miteni dopo, dovranno il progetto di bonifica per l’ex sito chimico industriale di Trissino, con dei costi stimati di 180 milioni di euro, secondo il procuratore capo del tribunale di Vicenza, Lino Giorgio Bruno. Marzotto, però, può ancora fare ricorso.

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