Il biossido di silicio (E551) può favorire celiachia e allergie alimentari

BIOSSIDO DI SILICIO

Uno studio congiunto franco-canadese dimostra gli effetti dell’E551, il biossido di silicio, sullo sviluppo di patologie autoimmuni come la celiachia, sulle allergie e sulla sensibilità alimentare. Mettendo in guardia contro una presenza comune (e spesso nascosta) negli alimenti.

 

Per anni è stato considerato un additivo sicuro, tanto da finire come ingrediente in oltre 2.600 alimenti in vendita in tutto il mondo. Poi sul biossido di silicio erano affiorati i primi dubbi, tanto che l’Efsa aveva messo in guardia contro la presenza di alcune nanoparticelle dannose per la salute dei consumatori, suggerendo alla Commissione europea di rivedere alcune specifiche indicando una dose giornaliera consentita che per il momento manca nelle etichette dei prodotti alimentari.

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Ora un recente studio ha scoperto che l’E551, nome con cui si indica in etichetta il  biossido di silicio, può ridurre la tolleranza orale alle proteine alimentari e potrebbe favorire lo sviluppo della malattia celiaca.

Frutto di una collaborazione tra ricercatori dell’INRAE (L’Institut national de la recherche agronomique, un istituto di ricerca pubblica sotto il patronato del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero dell’Agricoltura e della Pesca francesi) e dell’Università McMaster in Canada, questo lavoro è il primo a evidenziare la potenziale tossicità dell’E551, un ingrediente nanometrico aggiunto a una vasta gamma di prodotti alimentari per i consumatori. I risultati sono stati pubblicati il 21 febbraio su Environmental Health Perspectives.

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E551 una presenza comune e spesso mascherata

L’E551 è una polvere composta da nanoparticelle (cioè particelle di dimensioni inferiori a 100 nm). Serve come agente antiagglomerante in una serie di alimenti secchi e in polvere, tra cui zuppe, spezie, formula per l’infanzia a base di cereali, caffè istantaneo, mix di cacao e pasta liofilizzata. Previene la formazione di grumi, preservando così il gusto, la consistenza e la stabilità degli alimenti. Inoltre, è ampiamente utilizzato come ausiliario di lavorazione essenziale in vari processi di trasformazione alimentare. In tali situazioni, non compare nell’elenco degli ingredienti sull’imballaggio, anche se è presente nel prodotto finale. Di conseguenza, fanno notare i ricercatori, siamo esposti a basse dosi di E551 quotidianamente attraverso il cibo che consumiamo.

Gli effetti su sensibilità alimentare e celiachia

I ricercatori dell’INRAE e dell’Università McMaster in Canada hanno combinato le loro competenze per esplorare se questo livello di esposizione potesse influenzare il sistema immunitario intestinale. Più specificamente, hanno esplorato l’impatto sulla tolleranza orale alle proteine alimentari. Quest’ultima è una funzione nutrizionale cruciale, in cui una risposta tollerogenica viene indotta nell’intestino per bloccare reazioni immunitarie infiammatorie contro le proteine che consumiamo. Questo sistema è operativo fin dalla nascita. Eventuali interruzioni possono portare allo sviluppo di sensibilità alimentari, che possono assumere la forma di reazioni allergiche (ad esempio, a noci, latte vaccino, pesce, crostacei, uova) o condizioni autoimmuni, come la malattia celiaca.

La malattia celiaca è un disturbo autoimmune geneticamente correlato che provoca reazioni al glutine, una proteina presenti in cereali come grano, segale e orzo. I sintomi includono infiammazione intestinale, dolore addominale e diarrea. Chi ne è affetto può sperimentare una grave perdita di peso e carenze nutrizionali. La prevalenza della malattia celiaca è in aumento globale, ma le ragioni di questo trend sono oscure.

Lo studio sul biossido di silicio

In questo studio, i ricercatori hanno esposto topi a E551 quotidianamente per 3 mesi. Hanno osservato che gli animali mostravano una minore tolleranza orale alle proteine alimentari e, contemporaneamente, livelli più elevati di infiammazione intestinale. I ricercatori hanno anche esaminato i meccanismi sottostanti. Hanno scoperto che l’esposizione a E551 riduceva il numero di cellule immunitarie intestinali responsabili della produzione dei composti anti-infiammatori necessari per prevenire la reattività intestinale. Utilizzando topi che esprimono il gene di rischio per la malattia celiaca, i ricercatori hanno poi scoperto che l’esposizione quotidiana a E551 peggiorava i livelli degli indicatori di infiammazione associati alla malattia.

Insieme, questi risultati indicano che l’esposizione cronica a E551 tramite fonti alimentari potrebbe favorire lo sviluppo della malattia celiaca nelle persone geneticamente predisposte alla condizione.

Questa ricerca è la prima a sottolineare la potenziale tossicità di questo additivo alimentare, attualmente considerato sicuro per il consumo. Per contribuire a garantire che le potenziali preoccupazioni riguardanti l’E551 siano prese in considerazione durante le valutazioni del rischio umano, i ricercatori hanno utilizzato metodologie di esposizione conformi alle aspettative delle agenzie europee e nordamericane per la sicurezza alimentare (Autorità europea per la sicurezza alimentare, Health Canada). Più specificamente, hanno utilizzato dosaggi umani, incorporato l’additivo nel cibo e condotto esperimenti a lungo termine.