I pericoli dell’acido benzoico, il conservante più amato dall’industria alimentare

ACIDO BENZOICO

L’acido benzoico – e si suoi “derivati” come il sodio benzoato – nascondono più di un’insidia per la salute dei consumatori. La combinazione di benzoato di sodio con coloranti artificiali – presente ad esempio in alcune bevande analcoliche – aumentano l’iperattività nei bambini

L’acido benzoico è un conservante derivato dal benzene, un idrocarburo aromatico, che a temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore che evapora all’aria molto velocemente.

Può trovarsi in natura in forma libera o combinata; si può ottenere da fonti naturali o trovarsi nei balsami, nelle prugne, nello yogurt, ma in pratica è prodotto per sintesi chimica a partire dall’anidride ftalica.

Acido benzoico: proprietà e utilizzo

L’acido benzoico è un composto organico (formula chimica C6H5COOH), costituito da un gruppo carbossilico attaccato ad un anello di benzene. È, pertanto, un acido carbossilico aromatico.

La presenza dell’anello aromatico gli conferisce un odore gradevole. È solubile in benzene, tetracloruro di carbonio, acetone e alcoli. La costante di dissociazione acida (pKa) dell’acido benzoico corrisponde a 4,2.

La sua produzione commerciale avviene tramite l’ossidazione parziale del toluene con l’ossigeno, catalizzata dal manganese o dai naftenati di cobalto. Un altro metodo industriale di preparazione è la reazione del triclorotoluene con l’idrossido di calcio in presenza di acqua, e il trattamento del prodotto di calcio benzoato con acido cloridrico.

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In commercio quasi tutto l’acido benzoico è convertito in fenolo e caprolattame, composti usati nell’industria della plastica.

L’uso primario dell’acido benzoico è, comunque, nella produzione industriale del composto aromatico fenolo, che avviene attraverso un processo noto come decarbossilazione ossidativa. Inoltre, l’acido benzoico e i suoi sali sono ampiamente utilizzati nell’industria alimentare come conservanti alimentari per combattere l’azione di lieviti e batteri in alimenti con pH acido; vengono solitamente utilizzati nelle bevande analcoliche aromatizzate, nelle bevande alcoliche, nelle conserve ittiche, nelle confetture, nella maggior parte della frutta, nei funghi, nella cannella, nei chiodi di garofano e in alcuni prodotti caseari.

Sali dell’acido benzoico 

  • Benzoato di sodio: derivato dell’acido benzoico e con solubilità circa 200 volte superiore a quest’ultimo, è uno dei maggiori agenti antimicrobici usati nei cibi e nelle bevande; risulta però essere nocivo, perciò la sua concentrazione nei prodotti dev’essere al massimo dello 0,1%. Da recenti studi, si è evidenziato che può provocare effetti negativi per il fegato ed il cervello; può inoltre causare eruzioni cutanee, asma e shock anafilattico. È sconsigliato assolutamente il consumo frequente di alimenti contenenti tale conservante.
  • Benzoato di potassio: ha la funzione di bloccare la crescita della muffa, di alcuni batteri e la fermentazione dei prodotti. La sua massima efficacia si ha nei prodotti a basso pH (<4.5), quindi è presente in cibi e bevande acidi come succhi di frutta, bibite gassate e sottaceti. Il benzoato di potassio, insieme all’acido ascorbico (vitamina C), può formare benzene, un noto composto cancerogeno.
  • Benzoato di calcio
  • Paraidrossibenzoato d’etile
  • Etile-p-ossibenzoato
  • Paraidrossibenzoato di propile
  • Propil-p-idrossibenzoato di sodio
  • Para-idrossibenzoato di metile

L’acido benzoico è presente in molti tipi di alimenti e, talvolta, viene anche aggiunto a cosmetici e unguenti, perché non solo aiuta a contrastare la formazione di funghi e batteri per prolungare la conservazione, ma lenisce la pelle e riduce l’infiammazione.

Effetti collaterali e pericoli per la salute dell’acido benzoico

Nonostante la statunitense Food and Drug Administration (FDA) abbia considerato l’acido benzoico un prodotto sicuro, se aggiunto agli alimenti con un limite fissato allo 0.1%, le ricerche e i dibattiti in merito danno informazioni contrarie.

Sono infatti molteplici i rischi derivati dall’acido benzoico, specie se si prendono in considerazione i suoi sali.

Concentriamoci sul sodio benzoato, il sale di sodio derivato dall’acido benzoico. Viene sintetizzato, infatti, a partire da acido benzoico e idrossido di sodio. Molte ricerche dimostrano che può essere correlato ad una aumentata iperattività. Uno studio condotto dalla Benedictine University ha infatti rilevato che un maggiore apporto di bevande ricche di sodio benzoato può contribuire ad aumentare i sintomi dell’ADHD negli studenti universitari (campione costituito da 475 studenti). Una ulteriore conferma di questo effetto proviene da uno studio che ha scoperto che la combinazione di benzoato di sodio con coloranti alimentari artificiali ha aumentato l’iperattività (rilevabile dai genitori ma non mediante una semplice valutazione clinica), nei bambini di 3 anni.

Un altro elemento che desta preoccupazione riguarda l’impatto del sodio benzoato sulla carnitina, amminoacido con funzione critica nella produzione di energia. Pare infatti che, medicinali a base di benzoato di sodio, possano interferire con la sintesi di carnitina e rendere necessario assumere integratori.

Sebbene la percentuale sia bassa, inoltre, sono stati riscontrati sintomi allergici (prurito e gonfiore) in soggetti che avevano consumato alimenti contenenti benzoato di sodio, o che avevano utilizzato prodotti per la cura personale (lozioni, creme, deodoranti) a base di benzoato di sodio.

Gli ultimi tre effetti di impatto correlati al benzoato di sodio sono:

  • Infiammazione: studi su animali suggeriscono che il benzoato di sodio può attivare vie infiammatorie nel corpo in proporzione diretta alla quantità consumata. Ciò include l’infiammazione che promuove lo sviluppo del cancro.
  • Controllo dell’appetito: in uno studio in provetta sulle cellule adipose di topo, l’esposizione al benzoato di sodio ha ridotto il rilascio di leptina, un ormone che sopprime l’appetito. La diminuzione è stata del 49-70%, in proporzione diretta all’esposizione.
  • Stress ossidativo: studi in provetta suggeriscono che maggiore è la concentrazione di benzoato di sodio, più radicali liberi vengono creati. I radicali liberi possono danneggiare le cellule e aumentare il rischio di malattie croniche.
  • Secondo uno studio del professor Peter Piper, del dipartimento di biologia molecolare e biotecnologie dell’Università di Sheffield, il sodio benzoato testato su cellule vive di lieviti distrugge aree del DNA nelle stazioni energetiche cellulari, i mitocondri.

L’attuale registro INCI ci fa notare che il benzoato di sodio è un attore di spicco nel grande palcoscenico della cosmesi, recitando una parte attiva nel 25.33% dei casi.

Consideriamo adesso un secondo derivato dell’acido benzoico, il benzoato di potassio. Il composto si ottiene sinteticamente, combinando acido benzoico e sali di potassio. Sebbene da solo non sia cancerogeno, può esserlo se associato a vitamina D (acido ascorbico) a causa della formazione di benzene, composto notoriamente associato ad un più alto rischio di sviluppo del cancro.Le bevande gassate, in particolare, sembrerebbero conterenere la più alta quantità di benzene. Alcune ricerche suggeriscono inoltre che le bevande senza zucchero potrebbero essere più inclini alla formazione di benzene.

Nel 2005, 10 su 200 bibite gassate e altre bevande alla frutta testate dalla FDA contenevano più di 5 parti per miliardo (ppb) di benzene, che è il limite per l’acqua potabile sicura fissato dalla US Environmental Protection Agency (EPA). In particolare, le bibite dietetiche al gusto di frutta e le bevande a base di succhi superavano i 5 ppb di benzene. Da allora, queste dieci bevande sono state riformulate per ottenere livelli accettabili o sono state rimosse completamente dal mercato.

Gli alimenti contenenti benzene possono causare inoltre orticaria o gravi reazioni allergiche, specialmente nelle persone soggette a eczema, prurito, congestione cronica o naso che cola.

Altri dati che confermano l’impatto negativo sulla salute dell’acido benzoico provengono da uno studio condotto dal National Institutes of Health, che associa l’esposizione al dicamba all’insorgenza di alcuni tipi di tumore. Il dicamba altro non è che un pesticida a base di acido benzoico, che controlla le erbe infestanti a foglia larga ed è uno degli erbicidi più utilizzati nella produzione di mais. I dati confermano che, partecipanti alla ricerca che riportavano l’uso di dicamba, sono ad alto rischio di sviluppare carcinoma epatico e del dotto biliare intraepatico e leucemia linfocitica cronica ai massimi livelli di esposizione. Inoltre, i rischi di esposizione alla dicamba sono associati al carcinoma epatico e alla leucemia mieloide acuta, fino a 20 anni dopo l’esposizione chimica.

In quanto al benzoato di calcio, valgono in linea di massima le stesse considerazioni fatte per i precedenti. La dose giornaliera accettabile (DGA) può essere facilmente superata, in particolare nei bambini che sono forti consumatori di alimenti che lo contengono (come, ad esempio, le bevande aromatizzate). Sono state osservate reazioni di ipersensibilità e allergia (asma, prurito, arrossamento). Il conservante è inoltre sospettato di favorire l’iperattività nei bambini, da solo o in combinazione con alcuni coloranti azoici.

Rischi di esposizione cronica all’acido benzoico 

L’esposizione cronica all’acido benzoico è tossica per più sistemi corporei, compresi i sistemi tegumentario (capelli, pelle e unghie) e respiratorio. L’esposizione a lungo termine all’acido può causare malattie delle vie aeree, inclusa la difficoltà di respirazione. I sintomi possono essere scatenati da fattori ambientali come fumo, profumo e gas di scarico.

Le vie di esposizione comprendono l’inalazione e il contatto con la pelle/occhi.

L’inalazione dell’acido può provocare irritazione delle vie respiratorie, con conseguente tosse, prurito agli occhi, naso/occhi che colano e mal di gola. Per coloro che hanno già funzioni respiratorie compromesse, l’inalazione di questo acido può causare ulteriori danni.

Il contatto con la pelle potrebbe provocare dermatiti, caratterizzate da gonfiore e arrossamento. L’acido potrebbe anche causare lesioni sistemiche se entra nel flusso sanguigno. Il contatto con gli occhi potrebbe provocare lesioni oculari.

Alimenti che contengono acido benzoico

Quali alimenti contengono acido benzoico? È possibile trovare questo ingrediente in frutta e verdura.

Mirtilli rossi, prugne, chiodi di garofano maturi, more di rovo e cannella sono alcuni esempi di alimenti che lo contengono in modo naturale.

Tuttavia, la fonte più comune di acido benzoico nel cibo è in forma sintetica, che viene utilizzata come conservante in molti cibi.

Alcune fonti di acido benzoico includono:

  • Formaggio
  • Carne lavorata (salumi)
  • Birra
  • Gelato
  • Marmellate e gelatine
  • Succo di frutta
  • Bevande analcoliche
  • Gomma da masticare
  • Margarina
  • Sottaceti

Sebbene i rischi superino di gran lunga i benefici, è stato riscontrato che l’acido benzoico potrebbe essere utile nel trattamento di alcune gravi condizioni mediche. In particolare, la sostanza riduce i livelli ematici elevati dell’ammoniaca, prodotto di scarto, il che potrebbe essere curativo nelle persone con malattie del fegato o disturbi ereditari del ciclo dell’urea, condizioni che limitano l’escrezione di ammoniaca attraverso l’urina.

Altri impieghi medicinali dell’acido benzoico, ancora in corso di studio, riguardano:

  • Schizofrenia: in uno studio di sei settimane su persone con schizofrenia, 1,000 mg di benzoato di sodio al giorno insieme alla terapia farmacologica standard hanno ridotto i sintomi del 21% rispetto al placebo.
  • Sclerosi multipla (SM): studi su animali e provette suggeriscono che il benzoato di sodio può rallentare la progressione della SM. Ciò può includere la stimolazione della produzione di mielina
  • Depressione: in un caso di studio di sei settimane, un uomo con depressione maggiore a cui sono stati somministrati 500 mg di benzoato di sodio al giorno ha avuto un miglioramento del 64% dei sintomi e le scansioni MRI hanno mostrato un miglioramento della struttura cerebrale correlata alla depressione
  • Malattia delle urine dello sciroppo d’acero: questa malattia ereditaria inibisce la scomposizione di alcuni aminoacidi, rendendo l’urina odore di sciroppo. Uno studio condotto su un bambino ha scoperto che il benzoato di sodio per via endovenosa (IV) aiuta in una fase di crisi della malattia
  • Disturbo di panico: quando una donna con disturbo di panico – caratterizzato da ansia, dolore addominale, senso di costrizione toracica e palpitazioni – assumeva 500 mg di sodio benzoato al giorno, i suoi sintomi di panico si riducevano del 61% in sei settimane

Nonostante i benefici potenziali, gli effetti collaterali rimangono comunque molto gravi, tra cui nausea, vomito e dolore addominale.

Le proprietà benefiche dell’acido benzoico possono essere riassunte così:

  • antisettico
  • pH regolatore
  • conservante
  • inibitore di odori e sapori
  • decongestionante delle vie aeree

Ciò giustifica il suo largo impiego in prodotti antisettici (come i colluttori), prodotti di make-up, prodotti antiforfora, non comedogeni, shampoo, balsamo e salviette. L’appunto rimane sempre quello di rispettare le concentrazioni previste dalle leggi europee che vietano concentrazioni superiori a:

prodotti per risciacquo orale: 1,7%

-prodotti che necessitano di risciacquo (tranne quelli orali): 2,5%

-prodotti che non necessitano di risciacquo: 0,5%