Filler, botulino e acido ialuronico: guardiamo in faccia i pericoli

FILLER PERICOLI

Chirurgia estetica, tecniche iniettive e non iniettive, sostanze riassorbibili e non: i prodotti e le metodologie utilizzate sono diverse e spesso è il Far West a farla da padrona. Noi ad esempio abbiamo acquistato on line un filler senza ricetta medica. Ma quali sono le norme e i protocolli della medicina estetica? Facciamo chiarezza

Il termine “filler”, che deriva dall’inglese to fill, ossia riempire, consiste nell’iniezione nei tessuti molli, di una o più sostanze. Tali sostanze possono essere di varia natura, ma la funzione è sempre e soltanto una: la correzione del volume al fine di ottenere un risultato estetico migliorativo, risolvendo aspetti che possono essere di tipo clinico (affezioni cutanee) o di tipo estetico.

L’utilizzo dei filler deve rispondere a dei criteri che devono essere seguiti nel loro utilizzo, inclusi i criteri relativi agli aspetti medico-legali e ai protocolli da attuare. Nell’uso estetico è particolarmente diffuso il ricorso a tecniche iniettabili, fattore per cui si è resa necessaria la stesura di linee guida che indirizzassero i professionisti nel loro utilizzo.

Vogliamo ricordare che le sostanze da iniettarsi per riempire le rughe e correggere inestetismi, come i filler, sono ad uso esclusivo dei medici specialisti. Ma paradossalmente possono essere comperate da chiunque, senza nessun controllo. Come abbiamo fatto noi tramite una farmacia della Capitale per l’inchiesta sul Farm West del ritocchino estetico.

Trattandosi di sostanze diverse tra loro per caratteristiche biologiche e chimico-fisiche (origine animale, di sintesi batterica, di sintesi chimica), la cui diffusione negli ultimi anni è aumentata vertiginosamente con la conseguente l’immissione sul mercato europeo di ulteriori prodotti, è sempre necessario verificare che siano regolarmente registrati con marchio CE.

I principali effetti collaterali sono infatti legati sia alla composizione della sostanza (es. caratteristiche chimico-fisiche e immunologiche) che alla modalità di iniezione. Ha un ruolo non trascurabile la risposta dell’organismo dell’individuo.

Non conosci il Salvagente? Scarica GRATIS il numero con l'inchiesta sull'olio extravergine cliccando sul pulsante qui in basso e scopri cosa significa avere accesso a un’informazione davvero libera e indipendente

Sì! Voglio scaricare gratis il numero di giugno 2023

Filler: protocolli, classificazione e fasi di preparazione

Partiamo da una classificazione importantissima: i filler nella medicina estetica possono essere sia permanenti che riassorbibili. Non è ammessa o fondata la dicitura semi-permanente, ritenuta troppo generica e fuorviante.

Inoltre, non devono contenere sostanze cancerogene, devono essere atossici, e la consistenza dovrebbe essere quanto più simile possibile al tessuto del soggetto, anche denomianto tessuto ospite. Altro elemento che potrebbe apparire scontato è quello relativo al fatto che i filler utilizzati dovrebbero essere sempre corredati da una documentazione scientifica.

Dalla teoria, passiamo ora alla pratica. Le fasi preparatorie precedenti all’utilizzo del filler nella medicina estetica sono:

  • la presentazione del consenso informato, che di norma dovrebbe essere redatto dal medico in dipendenza del trattamento effettuato (ancora in troppi lo considerano inutile o irrilevante);
  • la compilazione della cartella clinica, consigliabile, ma come nel caso del consenso informato, ancora scarsamente diffusa;
  • la fase della fotografia, nello specifico pre e post intervento.

I criteri clinici (e età) nell’uso dei filler

I critieri clinici individuati nelle Linee guida elaborate dal Comitato organizzatore della Conferenza italiana sui dermal filler sono legati principalmente all’anamnesi, che deve essere sia generale, che mirata; all’esame clinico, durante il quale si dovranno considerare elementi quali l’aspetto fisico generale, il fototipo, il grado di fotoinvecchiamento, la densità e lo stato di attività delle ghiandole sebacee; il grado di lassità cutanea e naturalmente la presenza di cicatrici su tutto l’ambito cutaneo, oltre che sul viso o sulla zona da trattare.

Ulteriori elementi da non dimenticare nei protocolli di medicina estetica sono la possibile o eventuale presenza di infezioni nelle aree da sottoporre a trattamento con i filler; la presenza di dermopatie, oltre che quella che viene definita come la corretta indicazione clinico-estetica. Un requisito fondamentale per potersi sottoporre ad una terapia iniettiva con dermal filler è l’età, che deve essere minimo di 18 anni. Tuttavia, al di sotto di questa soglia, è comunque possibile trattare il paziente o la paziente, ma solo con il consenso dei genitori.

Dovrete sempre fare attenzione che vi vengano somministrati almeno due test pretrattamento, ossia quelli obbligatori nella regione volare dell’avambraccio, per l’utilizzo di filler a base di collagene bovino, mentre sono facoltativi i test per i collageni di derivazione porcina o umana.