Quasi il 70% di tutti i pesticidi usati tra il 2015 e il 2020 conteneva Pfas

BRASILE PESTICIDI

A dirlo è un documento di revisione recentemente pubblicato su Environmental Pollution, che punta il dito sui rischi dei Pfas per la salute

 

Quasi il 70% di tutti i pesticidi introdotti nel mercato globale dal 2015 al 2020 conteneva Pfas o composti correlati, secondo un documento di revisione recentemente pubblicato su Environmental Pollution. Che le sostanze perfluoroalchiliche, tossiche e interferenti endocrine, fossero utilizzte nei processi di produzione di pentole e abbigliamento, come impermeabilizzanti, era già noto e desta di per sé forte preoccupazione, visto che si stanno diffondendo ovunque, dall’acqua potabile al nostro flusso sanguigno. E ora i ricercatori avvertono di un’altra fonte, finora sottovalutata, di queste tossine preoccupanti: i comuni pesticidi.

La revisione

Negli Usa, per esempio, i pesticidi che contengono composti fluorurati e vengono spruzzati su molte colture diverse in tutto il mondo ogni anno. I pesticidi a base di sostanze chimiche fluorurate, comunemente indicati come pesticidi fluorurati, “possono essere molecole incredibili che affrontano molte delle sfide che esistono in agricoltura”, dichiara a Scientific American il coautore dello studio Diogo Alexandrino, ricercatore presso l’Università di Porto in Portogallo e un co-autore del paper sull’inquinamento ambientale. “Ma dovrebbero essere adeguatamente controllati e dovremmo essere consapevoli che possono avere un impatto enorme sull’ambiente, sulla biodiversità e, infine, sulla nostra salute”.

I Pfas e i danni alla salute

I Pfas sono stati collegati a tumori ai testicoli e ai reni, disturbi riproduttivi, malattie della tiroide, livelli elevati di colesterolo, ridotta risposta immunitaria e persino maggiore suscettibilità al Covid-19. Sulla base di queste preoccupazioni, il Congresso degli Stati Uniti sta valutando diversi progetti di legge bipartisan per limitarne l’uso in contenitori per alimenti e pentole e per richiedere all’Epa di intraprendere un’azione globale per prevenire l’inquinamento da Pfas, inclusa la fissazione di limiti nazionali sui livelli nell’acqua potabile. Questi ultimi, nonostante l’immane disastro ecologico dovuto alla contaminazione in Veneto, non esistono limiti nazionali nelle acque.

La risposta dei produttori

“I pesticidi fluorurati sono apparsi per la prima volta sul mercato negli anni ’30, ma è solo nell’ultimo decennio che questo uso è cresciuto in modo così drammatico. Questo aumento è legato ai miglioramenti nei processi di produzione e alla scadenza dei brevetti che hanno consentito una concorrenza più ampia”, afferma Alexandrino. I pesticidi fluorurati apportano “efficacia e stabilità” alla gestione dei parassiti, afferma Karen Reardon, portavoce del gruppo industriale dei pesticidi Responsible Industry for a Sound Environment (Rise). Questa stabilità fa sì che i pesticidi rimangano efficaci più a lungo, dice, quindi le colture possono essere irrorate meno spesso di quanto sarebbe necessario con un’alternativa non fluorurata.

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Stabilità o persistenza?

“Ma ciò che Reardon chiama stabilità, altri chiamano persistenza, spiega American Scientific”. I dati compilati da Alexandrino e dal suo team mostrano emivite (la quantità di tempo necessaria alle sostanze chimiche per dissiparsi della metà nell’ambiente) che vanno da pochi giorni a 2,5 anni per i pesticidi fluorurati più venduti. Questo è inferiore all’emivita di alcuni pesticidi più vecchi come il Ddt, ma all’estremità superiore della scala è ancora un tempo relativamente lungo: l’Epa definisce un inquinante “persistente” con un’emivita di 60 giorni o più. Come dice senza mezzi termini Kyla Bennett, direttrice scientifica dell’organizzazione no-profit per la difesa dell’ambiente Public Employees for Environmental Responsibility (PEER), “Perché diavolo dovresti permettere che il Pfas venga messo in qualcosa che viene spruzzato su milioni e milioni di acri ogni singolo anno? Si chiama sostanza chimica per sempre per un motivo”.