Vaccinazione delle bufale, allevatori contro Regione Campania

Lo scontro sulla vaccinazione delle bufale nelle zone focolaio di brucellosi passa a un nuovo livello. Dopo una discussione lunga e aspra che vede contrapposti chi, come Confagricoltura Caserta e centinaia di allevatori, spingono per una campagna di vaccinazione a tappeto, e chi invece preferirebbe con l’abbattimento dei capi infetti, è stato approvato il Programma obbligatorio di eradicazione delle malattie infettive delle specie bovina e bufalina in Regione Campania. Il testo che ha ricevuto l’ok dalla Giunta regionale, ha incontrato le aspre critiche di Confagricoltura Caserta, che in una nota attacca: “Un Piano di “eradicazione” che non convince e non soddisfa gli allevatori: nulla di nuovo rispetto a quanto già presentato nelle bozze che sono state contestate e respinte duramente”. È quanto rappresenta il Presidente di Confagricoltura Caserta, Raffaele Puoti a seguito della riunione, “La politica ha fallito perché non ha saputo e non sa risolvere i problemi di un territorio, perché non ha saputo rappresentare le legittime esigenze delle imprese di un territorio, perché non ha saputo difendere le attività economiche di un territorio e perché non ha rispettato gli impegni assunti con i tanti allevatori bufali”.

Vaccinazione obbligatoria ma rimandata

Ad essere criticata soprattutto la parte del piano relativamente alla vaccinazione. “Sono state inserite – spiega Confagricoltura Caserta – le misure della vaccinazione e dell’autocontrollo per la provincia di Caserta ma con precise limitazioni tali da rendere inefficaci e inutili dette misure. Una vaccinazione la cui applicazione sarà possibile solo dopo la relativa approvazione da parte dell’Unione Europea, nel mentre il Programma, per le restanti disposizioni, risulta efficace dalla data di pubblicazione della Delibera di Giunta”. Il programma, infatti, introduce la vaccinazione, obbligatoria per le zone focolaio e opzionale per quelle “cuscinetto”, ma specifica che “non sarà immediatamente applicabile” e che “potrà avvenire solo in seguito al riscontro fornito dalla Unione europea”.

Confagricoltura: “Vogliono solo perdere tempo”

Tommaso Picone, direttore della Confagricoltura Caserta commenta: “La notifica dei piani di vaccinazione debbono essere notificati alla Ue ma la competenza di usarla è dello Stato membro. Il Ministero e il Centro di referenza nazionale per le Brucellosi di Teramo sono favorevoli alla vaccinazione da gennaio del 2021. Oggi in Campania la introducono con limitazioni non richieste e aspettano l’UE per perdere tempo e non ammettere che si può fare. La Regione in questo ha la competenza”. Ma, come ha riportato anche il Salvagente, la posizione del governatore De Luca è contraria alle vaccinazioni. Pesa la preoccupazione di una parte del mondo produttivo di subire ricadute commerciali a causa di una pubblicità negativa su mozzarelle prodotte da mucche vaccinate. Pubblicità comunque fuorviante dato che la vaccinazione si fa su capi dai 6 ai 9 mesi di vità e il latte di bufala viene utilizzato solo a partire dal terzo anno di vita.

Le critiche sui controlli

Altra critica mossa da Picone riguarda i controlli: “Noi chiedevamo di stringere i tempi dei controlli per intervenire più rapidamente contro la brucellosi e invece la cadenza dei controlli passa da 21 giorni a 30. Si prevedono nel piano diversi interventi alle strutture anche superflui che richiedono grandi investimenti e autorizzazioni non facili da ottenere come per le vasche dei liquami e la copertura dei paddock”. Insomma, con il nuovo programma ci saranno dei cambiamenti, ma non quello principale chiesto a gran voce da buona parte degli allevatori: l’avvio della vaccinazione per eradicare la brucellosi dal territorio. Nel frattempo, si continuerà con gli abbattimenti, con i capi che finiscono nel macello di Real Beaf a Flumeri, in provincia di Avellino, di proprietà di Cremonini.