Registro delle opposizioni al telemarketing, il mistero della mancata pubblicazione in Gazzetta

Sono passati 50 giorni dall’annuncio dell’approvazione in Consiglio dei ministri del tanto atteso nuovo registro delle opposizioni. Dopo anni di discussione e rimpalli, infatti, il governo decide di estendere anche ai cellulari la possibilità di sottrarsi al telemarketing selvaggio. A pochi giorni da quell’annuncio, e precisamente il 27 gennaio 2021, Sergio Mattarella firma il Decreto del Presidente della Repubblica con cui promulga la norma. Manca solo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale per rendere il decreto vigente e far partire il conto alla rovescia dei 120 giorni entro cui il nuovo registro dovrebbe entrare in funzione. Eppure, a distanza di 43 giorni da quella firma, il Dpr non è mai stato pubblicato in Gazzetta. Una lunga attesa misteriosa, considerando che in media entro le leggi e i decreti, dopo la firma del Colle, vengono pubblicati entro 24 ore, al massimo entro due o tre giorni. 

L’interrogazione parlamentare

Una stranezza che spinto il deputato Simone Baldelli (Fi) presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e componente della commissione Trasporti, a depositare una interrogazione parlamentare alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico. “In data 21 gennaio 2022 il Consiglio dei ministri, chiudendo un lungo iter avviato con l’entrata in vigore della legge n. 5 del 21 gennaio 2018 e perfezionatosi con nuove norme alla fine del 2021, ha approvato in via definitiva il nuovo regolamento, da adottarsi tramite decreto del Presidente della Repubblica, del registro pubblico delle opposizioni” scrive Simone Baldelli nell’interrogazione. “Ad oggi il decreto del Presidente della Repubblica non risulta ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale. Si chiede quale sia la causa del ritardo nella pubblicazione del nuovo regolamento e quali iniziative il Governo abbia avviato o intenda avviare al fine di realizzare al più presto i diversi adempimenti previsti, dalla consultazione pubblica degli operatori alla definizione della campagna di comunicazione al pubblico, per recuperare il tempo perduto e rendere operative le nuove regole entro il 31 luglio 2022”.

La deadline entro cui non andare

il Salvagente ha consultato una fonte interna al processo di definizione del nuovo registro per fare chiarezza. Innanzi tutto va detto che anche il precedente atto legislativo relativo al registro delle opposizioni hanno visto un periodo così lungo tra la firma e la pubblicazione in Gazzetta. Il Dpr 178 del 2010, che introduce il registro fu firmato il 7 settembre e finì in gazzetta il 2 novembre. Sulle motivazioni del ritardo non ci sono informazioni chiare, ma va detto che il ritardo viene visto con una preoccupazione crescente. E non a caso. Come dicevamo prima, il Dpr prevede che entro 120 giorni dalla pubblicazione, tutti gli operatori di telecomunicazione e in generale chi usa i registri pubblici per fare telefonare commerciali debbano adeguarsi al nuovo registro che includerà i numeri da non chiamare perché inseriti nella lista. “Ma c’è una deadline da non superare – ci dice la nostra nostra fonte – è quella del 31 luglio 2021. Dopo quella data ci troveremmo in un impasse per tutti: decadrebbe il registro delle opposizioni come stabilito nel 2010, ma non la norma che prevede che per chiamare i numeri fissi per scopi commerciali bisogna consultare il registro. Insomma, gli operatori dovrebbero chiamare un registro che non esisterebbe più”. Dopo il 31 luglio rimarrebbe valido infatti sia l’art. 130, comma 3-bis, del D.Lgs. 196/2003 (relativo alle numerazioni negli elenchi telefonici) sia la legge 5/2018 (che estende il registro ai numeri riservati), ma non ci sarebbe il regolamento attuativo per disciplinare il funzionamento del registro.

I rischi di un ritardo ulteriore

Partendo a ritroso da quel cruciale 31 luglio, vediamo che per impiegare tutti i 120 giorni per approntare il registro, si arriva ai primi di aprile. “Se la legge finisce in Gazzetta entro quelle date, stiamo più o meno nelle tempistiche stabilite, ma se si va oltre, significa che ogni giorno che passa si mangia il tempo a disposizione per approvare il nuovo regolamento. Cosa da non sottovalutare, perché il lavoro da fare è tanto. Servirà l’approvazione di un regolamento tecnico, e probabilmente di un nuovo decreto per le tariffe che gli operatori devono pagare per consultare il registro”. Insomma, prima il Dpr sul nuovo registro delle opposizioni finisce in Gazzetta, meglio è per i consumatori, e in fondo anche per le compagnie di tlc.