Un 2022 nel segno della sostenibilità (anche a tavola)

Pubbliredazionale a cura di Unioncamere

L’Ismea, istituto che si occupa di servizi per il mercato agricolo e alimentare, lo conferma: il 2021 si conclude con una crescita del comparto ittico al pari di quanto avvenuto nel 2020, quando la pandemia ha segnato un incremento di consumi per tutto il paniere alimentare.

Nel settore ittico crescono sia il comparto fresco che il surgelato, e questo rappresenta un segnale importante soprattutto per le imprese che si occupano di produzione e distribuzione e che, di conseguenza, hanno la responsabilità di offrire ai consumatori prodotti salubri e sostenibili. Proprio nell’ottica della sostenibilità opera il Disciplinare di produzione “Acquacoltura sostenibile” e il relativo marchio, che identifica prodotti ittici d’allevamento provenienti da realtà normate da un rigoroso Disciplinare di produzione.

Nell’articolo pubblicato il 21 ottobre (è possibile trovarlo qui) è stato chiarito come l’acquacoltura sia una pratica molto diffusa e, anzi, un valido supporto alla copertura del fabbisogno alimentare. Allo stesso tempo è stato evidenziato come non tutte le strutture per l’allevamento di molluschi, crostacei, pesci di acqua dolce e salata siano uguali. Molti, anzi, “navigano”, è proprio il caso di dirlo, fra le pieghe di un mercato nel quale non è sempre assicurata la qualità del prodotto finale e del benessere dell’animale.

Ecco perché, in questo senso, il marchio Acquacoltura sostenibile contribuisce a distinguere i prodotti freschi provenienti solo da circuiti a filiera controllata da quello proveniente da realtà opache o addirittura fuorilegge.

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Il Disciplinare di produzione

Il Disciplinare di produzione è un insieme di norme che tutela il consumatore grazie a precisi parametri di allevamento di molte specie ittiche, ed è questa la ragione per cui un impianto di acquacoltura che osserva il Disciplinare può essere considerato “sicuro” rispetto ad altre strutture che spesso, oltre a impattare sulla salute dei pesci, dei molluschi e della qualità per i consumatori, portano conseguenze negative anche all’ambiente, alla fauna marina come all’integrità delle zone costiere.

Il Disciplinare (di cui parliamo diffusamente qui) regola moltissimi aspetti dell’allevamento ittico, dalla tipologia di struttura che accoglierà i pesci e i molluschi delle specie trattabili, dall’alimentazione che esse dovranno seguire, al monitoraggio dei parametri vitali degli animali in tutto il percorso.

Non fa eccezione, ovviamente, il sistema di stoccaggio e invio dei prodotti nel processo di distribuzione fino al cliente finale, secondo un sistema di tracciabilità che consente di conoscere tutto il percorso dalla produzione alla commercializzazione.

Nell’articolo del 20 novembre 2021 abbiamo inoltre elencato quali sono le specie che rientrano nel Disciplinare “Acquacoltura sostenibile”, approfondendo ulteriormente l’analisi dei controlli effettuati sugli animali in tutti gli step di filiera. A riguardo è importante notare come le strutture d’allevamento che si riferiscono al Disciplinare siano a loro volta soggette a ulteriori controlli gestiti dal sistema SQN (Sistema di Qualità Nazionale), curati dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali per la tracciabilità dei prodotti agroalimentari.

In buona sostanza, attraverso una serie di approfondimenti dedicati, abbiamo voluto esplorare un mondo conosciuto solo in parte dai consumatori, quello dei prodotti ittici di d’allevamento, al fine di restituire al lettore una visione più ampia di una realtà in forte crescita che – rispettando le normative di legge per la tutela del cittadino e dell’animale stesso – merita di ritagliarsi uno spazio importante nel paniere dei consumi.

Cos’è il Feamp

Come detto però è importante saper distinguere i diversi tipi di realtà che agiscono in questo ambito e riferirsi esclusivamente a prodotti certificati, dotati di tutte le informazioni necessarie alla verifica da parte del consumatore stesso prima dell’acquisto.

Questo cambiamento di paradigma rispetto al passato, necessario visto l’aumento della domanda in tutto il mondo, rappresenta a sua volta un’opportunità per le imprese che operano in modo corretto in questo ambito, e il cui riferimento è il Feamp (Fondo europeo per la politica marittima, la pesca e l’acquacoltura), uno strumento finanziario votato a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva per i settori della pesca dell’acquacoltura nell’ambito dell’Ue.

Per tutte le informazioni riguardo al Feamp e al suo programma operativo, il Mipaaf è l’Autorità preposta alla gestione dello stesso in Italia (qui il portale ufficiale).

Per quanto riguarda gli ulteriori approfondimenti nell’ambito del marchio di Acquacoltura sostenibile, il sito di riferimento è www.hellofish.it