Un integratore di zinco potrebbe aiutare a prevenire i sintomi delle infezioni del tratto respiratorio, come tosse, congestione e mal di gola, e ridurre la durata della malattia. È quanto suggerisce un’analisi combinata delle prove disponibili, pubblicata sulla rivista BMJ Open. Tuttavia, la ricerca non è riuscita ad individuare una dose ottimale di questo nutriente. Non solo. I ricercatori avvertono anche medici e consumatori ad essere consapevoli del fatto che permane una notevole incertezza riguardo all’efficacia clinica di diverse formulazioni, dosi e vie di somministrazione di zinco, e la misura in cui l’efficacia potrebbe essere influenzata dall’epidemiologia in continua evoluzione dei virus.
I risultati della revisione
La revisione include 28 studi clinici che coinvolgono 5446 adulti, pubblicati in 17 database di ricerca inglese e cinese fino ad agosto 2020. Nessuno degli studi ha esaminato specificamente l’uso dello zinco per la prevenzione o il trattamento di COVID-19.
Le formulazioni di zinco più comuni utilizzate erano pastiglie seguite da spray nasali e gel contenenti acetato di zinco o sali di gluconato. Le dosi variavano sostanzialmente, a seconda della formulazione e se lo zinco era usato per la prevenzione o il trattamento.
L’analisi combinata dei risultati di 25 studi ha mostrato che, rispetto al trattamento fittizio (placebo), le pastiglie di zinco o lo spray nasale prevengono 5 infezioni del tratto respiratorio su 100 persone al mese. Questi effetti sono stati più forti per ridurre il rischio di sviluppare sintomi più gravi, come febbre e malattie simil-influenzali.
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In media, i sintomi si sono risolti 2 giorni prima con l’uso di uno spray allo zinco o di una formulazione liquida presa sotto la lingua (sublinguale) rispetto a quando è stato usato un placebo.
Durante la prima settimana di malattia, i partecipanti che hanno usato lo zinco sublinguale o nasale avevano quasi il doppio delle probabilità di guarire rispetto a quelli che hanno usato il placebo: 19 adulti su 100 in più avrebbero avuto ancora sintomi una settimana dopo se non avessero usato integratori a base di zinco.
Sebbene lo zinco non sia stato associato a un allentamento della gravità media dei sintomi giornalieri, è stato associato a una riduzione clinicamente significativa della gravità dei sintomi il giorno 3.
Gli alimenti ricchi di zinco
Lo zinco è naturalmente contenuto anche in numerosi alimenti: le fonti principali sono i cereali, la frutta secca, i legumi e la carne rossa. Di seguito una lista di alimenti che ne sono ricchi:
- ostriche
- granchio
- frutti di mare
- funghi
- fagioli
- pistacchi
- mandorle
- noci
- arachidi
- ceci
- quinoa
- miglio
- lenticchie
- anacardi
- pinoli
- semi di zucca
- semi di girasole
- semi di sesamo
- carne di manzo
- carne di pollo
- carne di agnello
- fegato
- uova
- latticini